Opel potrebbe riportare in vita l’Antara con la piattaforma Leapmotor

Opel sviluppa un nuovo SUV di Segmento C sulla piattaforma Leapmotor Leap 3.5, prodotto a Saragozza: dovrebbe chiamarsi Antara.
opel antara render

Saragozza diventa il crocevia europeo di Stellantis e Leapmotor, e adesso c’è un nuovo capitolo. Dallo stesso stabilimento spagnolo che già sforna Peugeot 208, Opel Corsa e Lancia Ypsilon, e che da agosto produrrà anche la Leapmotor B10, nascerà un SUV di Segmento C a marchio Opel, sviluppato sulla piattaforma Leap 3.5. Non un rebadging, tengono a precisare da Rüsselsheim. Una cosa diversa, ma quanto diversa, lo dirà il tempo.

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Il modello dovrebbe misurare circa 4,50 m di lunghezza, collocandosi tra la Frontera (4,39 m) e la Grandland (4,65 m), in un segmento che nel 2025 è tra i più affollati e competitivi dell’intero mercato elettrico europeo. La denominazione non è ancora ufficiale, ma le indiscrezioni convergono su Antara, nome che rimanda al primo SUV della storia Opel, il che sarebbe un inevitabile omaggio alle origini e una mossa di marketing al tempo stesso.

opel antara render
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Sul fronte stilistico, le prime proposte grafiche circolate, pubblicate da L’Argus sulla base di quanto anticipato anche da Motor.es, mostrano un frontale coerente con il linguaggio attuale del marchio. Del posteriore e degli interni, per ora, non si sa nulla.

La base tecnica è quella della Leap 3.5, già utilizzata per la B10. Si parte da due varianti elettriche pure, batteria LFP da 56,2 kWh con 361 km di autonomia, oppure da 67,1 kWh con 424 km, entrambe con motore posteriore da 218 CV. Ma la variante più interessante è l’EREV, Extended Range Electric Vehicle, che abbina una batteria da 18,8 kWh a un quattro cilindri benzina da 1,5 litri che funge esclusivamente da generatore, garantendo fino a 1.000 km di autonomia complessiva. Un’architettura che in Europa fa ancora notizia, in Cina è già routine.

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Sui prezzi è presto per parlare, ma la logica della partnership punta esplicitamente alla riduzione dei costi. Opel sta costruendo la sua scommessa sul Segmento C elettrico con tecnologia cinese, produzione spagnola e un nome che suona tedesco. È tutto e sempre parte della globalizzazione, lo sappiamo, ci viviamo dentro da tempo.