François Provost sollecita l’Unione europea ad accelerare il proprio sostegno all’industria automobilistica. L’amministratore delegato del Gruppo Renault teme che la pressione esercitata dai produttori cinesi, unita all’incertezza sulle prospettive del settore, possa finire per indebolire ulteriormente le case automobilistiche europee. Nelle dichiarazioni raccolte da Reuters, il manager richiama soprattutto la sfiducia degli investitori verso il futuro dell’auto nel continente.
Provost chiede sostegno alla produzione e regole più semplici
Secondo Provost, i mercati finanziari temono che, senza decisioni rapide a favore dell’automotive, le importazioni dalla Cina continuino a crescere fino a compromettere la sopravvivenza dell’industria locale. «Alla fine questa industria morirà», è l’avvertimento riportato da Reuters. Da qui la richiesta rivolta a Bruxelles: «Ora è urgente decidere».
La preoccupazione riguarda anche Volkswagen e Stellantis, che insieme a Renault, hanno sollecitato le istituzioni europee a intervenire. Sul tavolo vi sono misure a sostegno della produzione locale, in una fase in cui i concorrenti cinesi stanno guadagnando terreno in termini di costi e tecnologie legate all’elettrificazione e al software.
Per i gruppi europei, recuperare competitività significa affrontare investimenti elevati e riorganizzazioni industriali, cercando contemporaneamente di migliorare la redditività. Gli ultimi risultati finanziari hanno offerto qualche segnale di sollievo in Borsa, ma gli investitori continuano a interrogarsi sulla possibilità di una ripresa duratura.
Provost aveva già sollevato il problema al Salone di Parigi, chiedendo una strategia industriale comune, norme più semplici e maggiore flessibilità sulle emissioni di CO₂. In quell’occasione aveva sottolineato il peso dell’automotive per l’occupazione e la ricerca, sostenendo che le istituzioni debbano accompagnare la trasformazione affrontata dalle imprese.

«Noi di Renault abbiamo fatto la scelta dell’Europa», ha ricordato, richiamando l’impegno del gruppo francese. Il manager rivendica gli investimenti di Renault in Europa e il lavoro svolto con ingegneri e fornitori del continente. La richiesta ai governi riguarda quindi condizioni che consentano di continuare a sviluppare e produrre automobili sul territorio europeo, mantenendo competenze, capacità industriale e posti di lavoro.
