Stellantis prolunga fino al 30 ottobre la sospensione delle attività di lastratura, verniciatura e montaggio a Cassino, dove il mese potrebbe concludersi con tre sole giornate produttive. Le linee dello stabilimento hanno lavorato soltanto l’1, il 2 e il 5 ottobre. Il nuovo fermo riguarda la settimana dal 26 al 30, lasciando maggiore operatività a presse e plastica, impegnate anche nelle forniture per Atessa.
Stellantis non ha ancora chiarito quali nuovi modelli porteranno lavoro a Cassino e con quali tempi. Il piano Maserati atteso a dicembre potrebbe fornire maggiori indicazioni, ma la Fim-Cisl sottolinea che tra l’annuncio di un progetto e l’inizio della produzione possono trascorrere dai 18 ai 24 mesi. La permanenza di Giulia e Stelvio fino alla fine del 2027, anche con serie speciali, non risolve quindi il problema dei volumi attuali. Restano da conoscere le assegnazioni e le date di arrivo delle future Alfa Romeo di segmento D e delle Maserati di segmento E.

L’incertezza pesa quindi su aziende che avevano già speso risorse per le produzioni successive. Secondo LeggoCassino, Tiberina ha investito circa 22 milioni di euro per prepararsi a produrre componenti destinati alle nuove Giulia e Stelvio elettriche, mai entrate in produzione. Il contratto di solidarietà che coinvolge i 105 dipendenti, prevedendo una riduzione dell’orario di lavoro per salvaguardare l’occupazione, è stato prorogato dal 1° novembre 2026 al 30 giugno 2027. Al momento non si profilano nuove commesse.
Le previsioni della Fim-Cisl fermano intanto il bilancio annuale di Cassino intorno alle 12.000 automobili, dopo un 2025 chiuso sotto quota 20.000. Nei primi nove mesi del 2026 sono usciti dallo stabilimento 8.897 esemplari, in diminuzione del 37,1% rispetto allo stesso periodo precedente. Il totale comprende 5.227 Alfa Romeo Giulia e Stelvio e 3.670 Maserati Grecale.

Tra gennaio e settembre si contano appena 56 giornate lavorate, con più di 500 dipendenti coinvolti nei contratti di solidarietà. Nello stesso periodo, la produzione complessiva degli impianti italiani Stellantis è cresciuta del 28,3%, un recupero che non trova riscontro però nei volumi della fabbrica di Piedimonte San Germano.
