Si parla di sessanta persone, forse persino trecento. Per ora è tutto qui, e il condizionale è d’obbligo: Stellantis non ha confermato nulla, ma a Termoli la voce corre molto veloce. Secondo Primonumero, che riporta le testimonianze dei dipendenti dello stabilimento molisano, il gruppo starebbe cercando lavoratori disposti a trasferirsi in modo definitivo ad Atessa, lo stabilimento dove nascono il Fiat Ducato e gli altri veicoli commerciali.
A quanto pare, si partirebbe da almeno 60 persone, con priorità ai residenti in Abruzzo. Non sarebbe la solita trasferta temporanea per tappare i buchi tra uno stabilimento e l’altro, dato che qui si parla di cambiare sede per sempre.

Il sondaggio sarebbe partito da qualche settimana. Sul piatto, sempre stando alle voci, un pacchetto di circa 24 mensilità e una platea che potrebbe allargarsi a 300 dipendenti, anche fuori dall’Abruzzo. Cifre da prendere con le pinze, il sito stesso segnala che non esiste alcun annuncio ufficiale sulle condizioni economiche.
Intanto a Termoli si lavora tre o quattro giorni a settimana, e i turni arrivano senza il dovuto preavviso. I contratti di solidarietà erodono i redditi familiari, e l’incertezza sul futuro rende complicato pianificare perfino la spesa. Difficile stupirsi se un’offerta di trasferimento, anche solo ventilata, faccia rumore.
Stellantis ha confermato l’arrivo della linea per le trasmissioni e-DCT entro fine 2026 e un investimento per portare i motori GSE a norma Euro 7, così da tenerli in vita oltre il 2030.
Bastano i volumi per reggere l’occupazione? La Fim-Cisl, in un rapporto del 6 ottobre, chiede altre attività produttive per lo stabilimento. Il progetto sulla trasmissione elettrificata toccherebbe 250-300 posti, e l’aggiornamento del GSE, pur gradito, non basta a compensare quanto perso. A settembre la TGR Molise parlava di circa 700 posti a rischio, un numero simile a quello dei lavoratori oggi fuori dal ciclo attivo tra solidarietà e ricollocamenti.
A 50 chilometri in linea d’aria, invece, si respira un’altra aria. Secondo la Fim-Cisl, Atessa ha prodotto 133.800 veicoli commerciali nei primi nove mesi del 2026, il 17,3% in più dello stesso periodo del 2025. Il contratto di solidarietà che coinvolgeva circa 200 lavoratori è finito a luglio, grazie al parziale ritorno del terzo turno. Sulle linee corrono Peugeot Boxer, Citroën Jumper, Opel Movano e Toyota Proace Max.
Da una parte un reparto che chiede lavoro, dall’altra uno che ne ha in abbondanza. Spostare le persone per far tornare i conti, forse, non basterà, e prima o poi toccherà spostare anche le produzioni.
