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Stellantis, da Parigi con amore: sessanta auto, sei concept e una richiesta a Bruxelles

Al Salone di Parigi Filosa presenta la 2CV elettrica da 15.000 euro, chiede regole all’Europa e fa i conti con bollette e fiducia degli investitori.
stellantis, salone di parigi

Antonio Filosa a Parigi chiede aiuto all’Europa, e intanto porta sessanta auto e sei concept per dimostrare di averne bisogno meno di quanto sembri. Il CEO ha scelto il Salone per ribadire la ricetta di Stellantis, quella fatta di prodotti nuovi, prezzi più “umani” e stabilimenti europei che tornano a essere competitivi.

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Il bersaglio, nemmeno troppo nascosto, sono i cinesi. Secondo l’amministratore delegato i costruttori europei dovrebbero fare squadra su due fronti: recuperare competitività e proteggere il valore degli investimenti fatti sul continente. Serve più flessibilità sulle emissioni, per auto e veicoli commerciali, e un sostegno concreto a chi progetta, sviluppa e produce “Made in Europe”. Lo stop alle importazioni di ibride cinesi potrebbe essere un primo passo possibile, a patto che arrivino regole chiare e prodotti all’altezza.

stellantis, ceo filosa

Mentre si invoca la difesa dell’industria europea, Stellantis incassa tecnologia e rapidità di sviluppo proprio da Leapmotor, partner cinese. Si produce a Saragozza, si vende attraverso la rete del gruppo, e Filosa parla di competenze complementari. Con Tata, invece, si lavora a una Jeep su misura per l’India e per la sua classe media in crescita.

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Gli investitori, però, non si accontentano dei render. Filosa, dunque, fissa tre priorità: prodotti innovativi dove la domanda esiste, costi dei veicoli in discesa e qualità percepita più alta. La fiducia, dice, si conquista giorno dopo giorno, che è un modo elegante per dire che i comunicati stampa non fanno cassa.

Sul fronte italiano i numeri sorridono: produzione su del 30% rispetto all’anno scorso e volumi raddoppiati a Mirafiori, trainati dalla 500. Poi arriva il conto della bolletta. Il gruppo, fa notare Filosa, paga l’energia in Italia il doppio rispetto alla Spagna, e la richiesta al governo è già sul tavolo. A Cassino, invece, si attende a dicembre il nuovo piano Maserati.

C’è un miliardo di euro per il polo dei veicoli commerciali e una nuova Alfa Romeo in arrivo a Melfi, di cui l’intervista non dice il nome. Lo stabilimento, tra Jeep, DS e Lancia, deve ancora ritrovare un po’ di stabilità dopo mesi di attività ridotta.

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La stella della festa resta la 2CV elettrica, omologata a tutti gli effetti, prezzo di partenza intorno ai 15.000 euro, con l’ambizione di rendere l’elettrico alla portata di molti, magari con una spinta dagli incentivi europei. Dove verrà costruita? A Pomigliano, ma Filosa afferma che il programma potrebbe coinvolgere più fabbriche.