Stellantis guarda alla tecnologia Leapmotor: Fiat potrebbe adottare piattaforme cinesi

Stellantis potrebbe utilizzare piattaforme e tecnologie di Leapmotor per i futuri modelli a marchio Fiat, Opel e Peugeot.
Leapmotor T03 Leapmotor T03

La collaborazione tra Stellantis e Leapmotor potrebbe presto superare i confini della semplice distribuzione commerciale. Secondo alcune indiscrezioni, il gruppo starebbe valutando l’ipotesi di integrare direttamente piattaforme, batterie e componenti sviluppati dal partner cinese su vetture destinate al mercato europeo e vendute con marchi come Fiat, Opel e Peugeot. La collaborazione, quindi, potrebbe non più limitarsi alla distrubuzione delle auto di Leapmotor in Europa, e non solo, attraverso la rete Stellantis, ma anche all’utilizzo della tecnologia cinese alla base di modelli del gruppo automobilistico.

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leapmotor t03

Il motivo per cui questa strada viene presa in considerazione ha a che fare con i numeri. Nel segmento delle elettriche accessibili i produttori cinesi riescono a sviluppare e industrializzare i veicoli con tempi e costi difficili da replicare in Europa, grazie a catene di fornitura molto integrate e volumi produttivi che generano economie di scala importanti. Stellantis, che detiene il 51% della joint venture con Leapmotor, ha già accesso a questo ecosistema e potrebbe sfruttarlo per rendere più competitiva la propria offerta elettrica di fascia media e popolare, un’area dove la pressione dei concorrenti asiatici continua a crescere.

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I nodi da sciogliere restano però numerosi. La gestione dei dati, la conformità alle normative europee sulla sicurezza e soprattutto le implicazioni geopolitiche rendono il percorso tutt’altro che scontato, considerando quanto sia diventato sensibile il tema dei rapporti tecnologici tra Europa e Cina. Le discussioni sarebbero ancora in fase preliminare e non è detto che si traducano in decisioni operative nel breve periodo.

Leapmotor B10 REEV Hybrid

Leapmotor, che sta ottenendo ottimi risultati in Italia, dispone già di un hub produttivo in Spagna, che resterà attivo indipendentemente dall’esito di queste trattative. Quello che potrebbe cambiare non è dove vengono assemblate le auto, ma quali tecnologie e architetture vengono utilizzate per progettarle. Resta da vedere se Stellantis deciderà davvero di compiere questo ulteriore passo verso la Cina o se le discussioni resteranno tali. Di certo, una decisione in questa direzione cambierebbe in modo sensibile il rapporto tra i due partner e il peso della tecnologia cinese all’interno della futura gamma elettrica europea del gruppo.