Stellantis affiderà a Pratola Serra l’assemblaggio di un motore mild hybrid per il Ducato, con l’avvio previsto dalla metà del 2029. La nuova produzione rifornirà gli stabilimenti di Atessa e Gliwice e allargherà l’attività della fabbrica irpina ai propulsori elettrificati, rispondendo almeno in parte alle richieste dei sindacati sul futuro del sito.

I veicoli commerciali assorbono già gran parte del lavoro svolto nello stabilimento. Il rapporto Fim-Cisl sul primo trimestre del 2026 registra circa 138.000 motori prodotti, dei quali l’80% destinato ai furgoni e il restante 20% alle automobili. In quel periodo non risultavano ammortizzatori sociali in uso, mentre alle linee lavoravano anche 110 addetti temporaneamente trasferiti da Termoli, Cassino e Melfi.
La Fiom-Cgil, informata dalla direzione attraverso le proprie rappresentanze aziendali, chiedeva da tempo di affiancare nuove tecnologie alle lavorazioni esistenti. Il sindacato accoglie favorevolmente l’assegnazione, ricordando però che negli ultimi anni circa 300 dipendenti hanno lasciato la fabbrica attraverso uscite incentivate. L’aumento delle commesse non ha dunque cancellato le preoccupazioni per il ridimensionamento dell’organico.
La capacità dell’impianto, indicata in circa 600.000 motori all’anno, rende particolarmente importante conoscere le quantità previste per il nuovo propulsore. Senza questi numeri non è ancora possibile valutare quanto il progetto contribuirà a utilizzare le linee disponibili, né quali conseguenze avrà sui posti di lavoro. La Fiom chiede inoltre di conoscere le risorse destinate all’adeguamento degli impianti.

L’UGL Metalmeccanici propone di sfruttare il tempo che separa dall’avvio per preparare l’ingresso di lavoratori con meno di 35 anni. Il “Patto Generazionale” sostenuto dal coordinatore provinciale Arturo Fiorillo e dalla rappresentanza aziendale prevede che i nuovi assunti imparino accanto agli addetti più esperti, così da conservare le conoscenze maturate nella fabbrica e aggiornarle alle esigenze delle nuove produzioni.
La formazione dovrebbe coinvolgere anche gli istituti tecnici e gli ITS, con la partecipazione delle università del territorio. Nei percorsi proposti dal sindacato, le competenze necessarie alle tecnologie ibride si affiancherebbero alla preparazione sui processi digitali e sulla manutenzione, creando opportunità di impiego qualificato per i giovani dell’Irpinia.
Il calendario produttivo offre adesso un riferimento, ma Stellantis deve ancora illustrare le dimensioni dell’investimento e il lavoro necessario per prepara la produzione che inizierà nel 2029.
