Stellantis ha depositato un brevetto che potrebbe cambiare il modo in cui le sue auto elettriche e ibride ad alte prestazioni erogano la potenza. L’ha scovato CarBuzz (come spesso capita) e il contenuto riguarda un sistema con supercondensatore pensato per dare ai motori una spinta aggiuntiva nell’arco di pochi secondi. Niente di completamente nuovo nell’industria, la Lamborghini Sián ci ha già ragionato, ma il fatto che Stellantis ci stia lavorando apre scenari interessanti soprattutto per Dodge e SRT.
Le auto elettriche possono erogare la potenza massima solo in finestre temporali molto strette, grazie a funzioni come il boost o il launch control. Nella guida quotidiana una parte delle prestazioni resta compressa, per proteggere la batteria e la componentistica.

Stellantis immagina un secondo sistema di accumulo, molto più compatto della batteria principale, capace di caricarsi e scaricarsi in pochissimi secondi senza seguire la logica di una normale cella chimica.
Nel documento tecnico si parla di un’architettura a 800 volt affiancata da un supercondensatore da circa 900 volt. Questo piccolo serbatoio ad alta tensione potrebbe incrementare la potenza disponibile fino al 13 percento, a patto che tutta la catena di componenti regga il picco. Parliamo di pochi secondi, certo, ma in termini di accelerazione, pochi secondi sono esattamente quelli che fanno la differenza tra un’auto rapida e un’auto brutale.
Il sistema si ricariccherebbe sfruttando il recupero energetico in frenata, senza attingere alla batteria principale. L’attivazione potrebbe avvenire automaticamente a fondo corsa dell’acceleratore oppure tramite una modalità di guida dedicata.

Il riferimento più diretto è la Dodge Charger Daytona, che già oggi dispone della funzione Power Shot: quaranta cavalli temporanei sopra i 630 normali. Con un supercondensatore integrato, Dodge potrebbe mantenere un livello di potenza più elevato nella guida ordinaria e usare il boost extra solo quando la situazione lo richiede davvero.
Nel frattempo SRT sta lavorando anche su eBoost, un turbocompressore elettrico per ridurre il turbo lag: il quadro complessivo suggerisce un gruppo che non si sta accontentando delle soluzioni standard.
Un brevetto, è bene ricordarlo, non è una promessa di produzione. Stellantis potrebbe averlo registrato per proteggere un’idea che non vedrà mai un cofano.
