A giugno le auto elettriche hanno superato i 2 milioni di unità vendute nel mondo. È una soglia che fino a pochi anni fa sembrava lontana e che oggi mostra quanto il settore sia cresciuto. Ma dietro il dato globale si nascondono andamenti molto diversi.
Auto elettriche, l’Europa accelera mentre Stati Uniti e Cina perdono terreno
Secondo Benchmark Mineral Intelligence, nei primi sei mesi del 2026 sono state vendute 9,6 milioni di auto elettriche. Il risultato di giugno rappresenta una crescita del 7% rispetto allo stesso mese del 2025 e dell’11% rispetto a maggio. Numeri positivi, che però non bastano a descrivere un mercato ormai diviso in velocità differenti.
L’Europa è oggi la vera sorpresa. A giugno sono state vendute circa 530.000 auto elettriche, il miglior risultato mensile mai registrato nel continente. La crescita è stata del 31% rispetto a un anno prima e del 28% rispetto al mese precedente. Francia, Danimarca, Spagna e Portogallo hanno tutte raggiunto nuovi record.
In Francia il mercato continua a premiare soprattutto i marchi nazionali. Renault ha conquistato una quota del 20% e ha piazzato quattro modelli tra i cinque elettrici più venduti del Paese. La nuova Twingo, arrivata in volumi significativi soltanto in primavera, è già salita al terzo posto. Un risultato che dice molto su quello che cercano oggi gli automobilisti europei: vetture più compatte, più semplici e soprattutto meno lontane dai bilanci familiari.
Per anni, infatti, le auto elettriche sono rimaste associate a modelli costosi, spesso grandi e rivolti a una clientela con una capacità di spesa elevata. Molti le apprezzavano, ma pochi riuscivano davvero a considerarle un acquisto possibile. Ora l’offerta sta cambiando. Il Gruppo Volkswagen ha iniziato le consegne di Volkswagen ID.Polo, Cupra Raval e Skoda Epiq, tre modelli pensati per portare l’elettrico in una fascia di mercato più popolare.
È questo, probabilmente, il passaggio più importante. La crescita non dipende più soltanto dagli incentivi o dal prezzo elevato della benzina. Conta la disponibilità di auto che possano entrare nella vita di tutti i giorni: per accompagnare i figli a scuola, andare al lavoro, fare la spesa o affrontare gli spostamenti urbani senza chiedere troppi compromessi.
In Nord America il clima è molto diverso. A giugno sono state vendute circa 130.000 auto elettriche, con un calo del 13% rispetto allo stesso mese del 2025 e del 9% rispetto a maggio. Dall’inizio dell’anno, la flessione ha raggiunto il 20%.
Secondo Benchmark, la fine del credito d’imposta federale negli Stati Uniti ha pesato sulle decisioni dei consumatori. Le vendite non sono crollate, ma hanno perso slancio. Chi era indeciso ha meno motivi economici per fare il passo, mentre costruttori come Ford e General Motors stanno rivedendo investimenti, obiettivi e programmi industriali.

Anche in Cina il mercato interno è meno vivace rispetto allo scorso anno. A giugno le vendite sono diminuite dell’11% su base annua, mentre il bilancio dei primi sei mesi mostra un calo del 14%. Per i costruttori locali, però, questo rallentamento non significa fermarsi. Significa cercare clienti altrove.
Nel solo mese di giugno sono stati esportati quasi 500.000 veicoli a nuova energia. L’Europa resta una delle destinazioni principali, soprattutto per gli ibridi plug-in prodotti in Cina, che al momento sono meno colpiti dai dazi rispetto alle vetture completamente elettriche. Per molti marchi cinesi, l’estero sta diventando non più un’opportunità aggiuntiva, ma una parte essenziale della strategia industriale.
