La sigla, ormai nota, REEV, circola sempre più spesso tra chi segue da vicino l’elettrificazione del settore auto. Range Extended Electric Vehicle è in sostanza un veicolo elettrico con un piccolo motore a benzina a bordo, il cui unico compito è fare il generatore quando la batteria è a corto di energie. Niente trasmissione meccanica, niente cambi di marcia, l’esperienza di guida resta quella di un’elettrica pura.

Renault ci ha creduto. La piattaforma RGEV Medium 2.0 promette autonomie fino a 750 km nella variante full electric, e oltre 1.000 km nelle versioni REEV senza fermarsi né a una colonnina né a un distributore. Numeri che, a oggi, pochissimi riescono a mettere sul tavolo.
Per raggiungere queste prestazioni, Renault si è affidata a Horse, la società partecipata insieme a Geely e Saudi Aramco con sede a Madrid, che ha sviluppato un motore a benzina 1.5 litri quattro cilindri pensato specificamente per questo ruolo. Le dimensioni sono quelle di un bagaglio a mano, 50 cm di lunghezza, 55 di larghezza, 27,5 di altezza. Può essere installato in posizione orizzontale o verticale, il che lo rende compatibile con architetture di pianale molto diverse. Non è un dettaglio secondario, è esattamente il tipo di flessibilità di cui ha bisogno chi vuole offrire una gamma diversificata.

Il vantaggio rispetto a un ibrido plug-in convenzionale non è solo nell’autonomia. Il motore termico di un REEV lavora sempre nel suo range di efficienza ottimale, senza doversi adattare a ogni variazione di velocità o accelerazione. Il risultato è un sistema più semplice meccanicamente rispetto a un PHEV tradizionale, dove la coabitazione tra trasmissione termica ed elettrica genera inevitabilmente compromessi.
Quanto alle batterie, i REEV possono montare accumulatori più capienti rispetto alla media dei plug-in ibridi, che di solito si fermano tra 50 e 100 km di autonomia elettrica. Qui si va ben oltre.
La tecnologia REEV, però, non è ancora mainstream, e il mercato è dominato per ora da marchi cinesi che hanno bruciato tutti sul tempo. Renault sa di muoversi in ritardo relativo, ma sa anche di avere un prodotto che potrebbe convincere quella fetta di automobilisti ancora in bilico tra il salto all’elettrico e un serbatoio pieno di carburante.
