Germania, svolta elettrica: una nuova auto su quattro è già a batteria

A maggio 2026, in Germania, una nuova vettura su quattro immatricolata è stata una BEV
auto elettrica

Il mercato automobilistico tedesco manda un segnale forte all’Europa: l’auto elettrica torna a correre. A maggio 2026, in Germania, una nuova vettura su quattro immatricolata è stata una BEV, cioè un modello completamente elettrico a batteria. Un dato che segna un cambio di passo importante dopo anni di incertezza, rallentamenti e dubbi sulla reale tenuta della domanda.

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In Germania l’auto elettrica ha raggiunto quota 59.969 unità a maggio

Secondo i numeri diffusi dalla KBA, l’Autorità Federale dei Trasporti a Motore, le immatricolazioni di auto elettriche hanno raggiunto quota 59.969 unità nel solo mese di maggio. La crescita è netta: +40% rispetto al periodo precedente. Ancora più significativo è il peso sul totale del mercato, con le BEV arrivate al 25% di quota. In altre parole, l’elettrico non è più soltanto una scelta per appassionati di tecnologia o early adopter, ma una vera alternativa ai motori benzina e diesel.

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A spingere questa nuova fase sono diversi fattori. Il primo riguarda l’arrivo di modelli più accessibili, soprattutto nei segmenti urbani e compatti. L’elettrico, dopo anni dominati da proposte costose e spesso premium, sta iniziando a raggiungere una platea più ampia. Nella fascia alta, invece, auto come la nuova BMW iX3 confermano il dinamismo del mercato premium.

C’è poi il tema dei carburanti. Il caro benzina e diesel degli ultimi mesi ha reso più conveniente, almeno per una parte degli automobilisti, valutare il passaggio a una vettura elettrica. Un effetto che si somma al ritorno degli incentivi pubblici in Germania, dopo una fase in cui l’assenza di sostegni aveva raffreddato molti potenziali acquirenti.

auto elettrica ricarica

La KBA prevede ora un finale d’anno molto forte. Entro dicembre, le immatricolazioni complessive di auto elettriche e plug-in hybrid potrebbero avvicinarsi al milione di unità, con le BEV stabilmente tra il 20% e il 25% del mercato. La Germania, insomma, sembra aver riaperto la partita elettrica. E questa volta con numeri difficili da ignorare.