Tesla ha depositato i documenti di omologazione del Cybercab presso l’EPA americana alla fine di maggio, e per la prima volta abbiamo qualcosa di concreto a cui aggrapparci. Fino ad allora, il robotaxi presentato a Los Angeles nell’ottobre 2024 era rimasto avvolto in quel silenzio che Musk ama tanto, quello che fa sembrare ogni rivelazione una rivoluzione epocale. I numeri raccontano una storia più sfumata della mitica rivoluzione annunciata.
Il Cybercab pesa 1.413 kg a vuoto. Per un veicolo a due posti, privo di volante, pedali e qualsiasi controllo manuale, non è esattamente il risultato che ci si aspetterebbe da chi ha fatto dell’efficienza ingegneristica un credo. Certo, è molto meno di una Model 3 standard ferma a 1.761 kg, ma batteria, elettronica per la guida autonoma e strutture di sicurezza fanno salire il conto.

Il peso massimo autorizzato è 1.687 kg, il che lascia circa 274 kg per i due occupanti e i loro bagagli: abbastanza per due persone con una valigia ciascuna, non abbastanza per immaginare il Cybercab come sostituto dei taxi tradizionali.
Sotto la carrozzeria c’è un singolo motore trifase a magneti permanenti da 163 kW, pari a circa 219 CV. La trazione è anteriore, scelta insolita per Tesla, abituata al posteriore sui modelli base, probabilmente per liberare spazio nel retrotreno. La batteria è da 326 volt e 146 Ah, per una capacità teorica di 47,6 kWh. Tesla mantiene fede all’obiettivo dichiarato di restare sotto i 50 kWh.

Sul fronte autonomia, i test EPA parlano di 673 km nel ciclo combinato e 603 km in autostrada, con un consumo medio intorno ai 10,25 kWh/100 km. Come sempre, i cicli di prova americani tendono all’ottimismo: nella realtà quotidiana, il valore commerciale si avvicinerà probabilmente ai 500 km.
Il documento EPA riportava anche una data di lancio commerciale fissata al 29 maggio 2026 (sì, siamo in ritardo, ovviamente). Prima di trasportare passeggeri in modalità completamente autonoma, però, Tesla dovrà ottenere le autorizzazioni specifiche per la guida autonoma stato per stato, paese per paese. Un percorso burocratico che, negli Stati Uniti come altrove, non ha mai amato la velocità.
