L’approvazione olandese del Full Self-Driving (FSD) di Tesla vale quanto un contratto firmato al buio. Nessuno sa su cosa si basa, e nessuno, per ora, ha intenzione di dirlo.
Ad aprile, l’autorità olandese per la sicurezza stradale RDW ha dichiarato che il sistema FSD è “più sicuro di altri sistemi di assistenza alla guida”. A giugno ha rivisto la formulazione in “altrettanto sicuro”. In entrambi i casi, zero dati a supporto, solo un’affermazione che scende di grado.
La ragione ufficiale del silenzio è la tutela dei segreti commerciali di Tesla. Una giustificazione che RDW ripete come un mantra, anche se non si spiega troppo bene in che modo i dettagli dei propri test potrebbero rivelare informazioni industrialmente sensibili.

Tesla, dal canto suo, ha lavorato attivamente fin dalla fine del 2024 per tenere chiusa quella porta. E-mail inedite ottenute da Reuters tramite accesso agli atti mostrano rappresentanti dell’azienda che chiedevano garanzie scritte sull’impossibilità di divulgare certi documenti, arrivando a sospendere la trasmissione di informazioni all’ente regolatore finché la questione non fosse stata “chiarita”.
A maggio, un’inchiesta di Reuters aveva già documentato che le statistiche di sicurezza pubblicate da Tesla sull’FSD sono significativamente gonfiate. A giugno, era emerso che quegli stessi dati erano stati condivisi con le autorità europee, inclusa RDW, nel processo di approvazione. L’agenzia norvegese ha confermato che i numeri forniti dagli olandesi “non corrispondono a quelli pubblicati da Tesla sul suo sito web”. In sostanza, i veicoli risultano più sicuri nelle statistiche Tesla di quanto non emergano dai dati che i regolatori stanno esaminando.
RDW sostiene di non essersi basata sui dati Tesla e di aver condotto “test approfonditi” su pista e su strada. Non specifica come ha misurato le prestazioni, né rilascia documentazione. Oliver Carsten, professore di sicurezza dei trasporti all’Università di Leeds e coautore di normative europee sulla guida automatizzata, afferma: “Non vedo alcun motivo per cui ciò non possa essere reso pubblico.”

Intanto RDW sta portando la pratica in sede europea, puntando al voto, possibile a ottobre, che richiederebbe il consenso di Stati membri rappresentanti il 55% dei paesi e il 65% della popolazione UE. Sei paesi, tra cui Germania, Norvegia e Danimarca, hanno già dichiarato di non poter divulgare dati sui test per gli stessi motivi di riservatezza.
La Francia ha già detto no per eccesso di velocità, tecnologia insufficiente per garantire l’attenzione del conducente. La Finlandia ha sollevato dubbi sul funzionamento in condizioni stradali difficili e sulla capacità del guidatore di riprendere il controllo quando il sistema sbaglia di colpo.
