Volkswagen in crisi vende tutto? Roma si mette di traverso tra i tedeschi e la Ducati

Ducati nel mirino del governo italiano: Golden Power, Volkswagen in crisi e la partita per riportare la Rossa in mani italiane. Cosa succede davvero a Borgo Panigale.
ducati, borgo panigale

Ducati non è in vendita, almeno ufficialmente, se n’è parlato poco tempo fa a proposito di crisi (senza fine) in Volkswagen. A Borgo Panigale, pochi giorni fa, si è presentata una delegazione che di solito non si vede nei capannoni di una casa motociclistica: il Ministro delle Imprese Adolfo Urso, il presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale, il numero uno di Confindustria Emanuele Orsini e il sindaco di Bologna Matteo Lepore. Tutti insieme, tutti per incontrare l’AD Claudio Domenicali e i rappresentanti sindacali. Non una visita di cortesia.

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Il contesto è quello di un irriconoscibile Gruppo Volkswagen che sta attraversando una crisi strutturale, con un profit warning e un 2026 che rischia di chiudersi con margini inferiori all’1%. In questo scenario il colosso tedesco ha messo sotto esame circa 600 delle sue 2.000 entità. Ducati è tra queste.

Chiariamoci, non si guarda Ducati perché sta male, tutt’altro: nel 2025 il marchio ha consegnato oltre 50.000 moto, ha fatto girare 925 milioni di euro di fatturato e ha prodotto 52 milioni di euro di utile operativo, con un margine del 5,6% e Bloomberg Intelligence la valuta 1,25 miliardi. È un asset sano che un gruppo in difficoltà potrebbe voler monetizzare.

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È qui che Roma si mette di traverso. Urso non ha usato mezzi termini: “È giunto il momento che questa azienda torni completamente in mani italiane”. L’ennesima banalità propagandistica? Probabilmente. Il governo, ha aggiunto, è pronto a usare tutti gli strumenti disponibili.

Ha citato esplicitamente il Golden Power (sempre lui, ancora lui, poi non lo usa mai nessuno), il meccanismo legale che consente allo Stato di bloccare o condizionare cessioni in settori considerati strategici. Invocarlo per un produttore di moto dice tutto sulla posta in gioco percepita da Palazzo Chigi.

Tra i nomi che circolano come potenziali attori di un eventuale reingresso italiano c’è Cassa Depositi e Prestiti, che però ha già smentito qualsiasi coinvolgimento. Il quadro resta nebuloso: nessuna decisione formale da parte di Audi. C’è solo un incontro fissato per il 25 settembre tra il governo italiano e i vertici Volkswagen, che avrebbe dovuto chiarire se quello attorno a Ducati è un presidio precauzionale o l’inizio di un’operazione più strutturata.

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Orsini lo ribadisce con fermezza: Ducati “sta andando bene” e “non è in crisi”. In caso di vendita, l’Italia “ci sarà”. Domenicali, dal canto suo, ringrazia per l’attenzione istituzionale e ricorda che l’azienda genera già internamente le risorse per finanziare i propri investimenti. Un’azienda in salute, insomma, contesa tra un proprietario in difficoltà e un Paese che non vuole lasciarla andare.