La Toyota Yaris cambierà pelle. Di nuovo, e in profondità. Sei anni sono un’eternità nel segmento delle supermini, soprattutto quando la concorrenza si è presentata all’appuntamento con nomi pesanti come Renault 5, Volkswagen ID. Polo e una Clio che non smette di mordere. Toyota lo sa, e secondo le indiscrezioni più recenti starebbe preparando la quinta generazione della sua utilitaria più iconica con un lancio previsto tra fine 2027 e inizio 2028.
Il punto più interessante non è il restyling in sé, ma la strategia che ci sta dietro. La nuova Yaris seguirebbe la stessa logica della futura Corolla in termini di motorizzazione. Motori termici, ibridi e componenti elettrici convivono sotto lo stesso tetto. Nessuna conversione elettrica totale, nessuna resa ai diktat del mercato, ma una risposta articolata e plurale alle esigenze di chi compra in quel segmento.

Sul fronte estetico, in assenza di prototipi o muletti avvistati, il campo è ancora libero per i designer digitali. Il rendering firmato Avarvarii su Instagram ha già fatto il giro degli appassionati, immaginando una Yaris che pesca a piene mani dall’attuale linguaggio stilistico Toyota. Tratti da C-HR e Prius, frontale ridisegnato con una firma luminosa moderna, nervature sul cofano, finestrini laterali più corti e montanti posteriori più massicci.

Un’auto dall’aria più dinamica e meno anonima rispetto all’attuale generazione, con cerchi più grandi e un posteriore più pulito.
La versione di serie rimarrà quasi certamente una hatchback a cinque porte. L’eccezione, però, è succulenta. Si parla di una variante a tre porte destinata alle competizioni rally, potenziale erede della GR Yaris, che non è mai stata una semplice declinazione sportiva, ma un progetto ingegneristico autonomo che combina piattaforma GA-B anteriore e GA-C posteriore, condividendo componenti con la GR Corolla.

Toyota non ha confermato né smentito nulla, il che nella comunicazione corporate giapponese equivale quasi sempre a un “stiamo lavorando”. Il conto alla rovescia è partito.
