Bastano quattro fari tondi per far tremare i polsi? Probabilmente sì. Tommaso D’Amico lo sa, e lo dimostra con la sua Lancia Fulvia Coupé Restomod Concept, un esercizio che ha il pregio raro di non scadere nella nostalgia facile.
Non è un revival travestito da concept. È una proposta seria, formalmente coerente, che prende la Fulvia HF originale per quello che è sempre stata, una delle sportive italiane più riuscite di sempre, e prova a raccontarla in un linguaggio che il 2026 possa capire senza che il 1972 si offenda.

La carrozzeria mantiene le proporzioni compatte che hanno reso celebre la Fulvia, ma le superfici sono più tese, i passaruota più pronunciati, i dettagli ridotti all’essenziale con quella sobrietà premium che troppo spesso si dimentica essere una prerogativa italiana. Il frontale è il colpo migliore del mazzo: quattro fari circolari reinterpretati in tecnologia LED, incastonati in una calandra sottile e orizzontale, con un cofano dalle linee morbide. Il risultato è equilibrio. Qualcosa che, nel segmento, è merce rara.

Il colore scelto è Rosso Bordò Metallizzato, abbinato a elementi in nero lucido, profili satinati e sobri dettagli cromati. I cerchi da 20 pollici si ispirano dichiaratamente alle classiche Fulvia HF ma vengono riletti in chiave aerodinamica, ospitando un impianto frenante sportivo maggiorato.

Dentro, la filosofia restomod regge fino in fondo. Pelle bordeaux e nera, inserti in alluminio satinato, strumentazione digitale costruita sull’estetica degli strumenti analogici originali, volante sportivo a tre razze. Un abitacolo moderno e caldo allo stesso tempo, con infotainment evoluto, head-up display e modalità di guida dedicate.
Sul piano tecnico, D’Amico immagina un ventaglio di motorizzazioni: un 1.8 Turbo da 220 CV per chi vuole guidare, un 2.0 Turbo HF da oltre 320 CV per chi vuole davvero guidare, una plug-in hybrid da 280 CV per chi deve fare i conti con l’Europa e, in cima alla piramide, una variante full electric HF da oltre 400 CV. Quattro anime per una sola identità.
