Abarth, l’esperimento fallito che indica la via ai brand in Stellantis

Il crollo delle vendite Abarth ha segnato il fallimento della strategia full electric per il marchio storico dei sogni sportivi italiani.
Abarth 500e Abarth 500e

C’era una volta un’icona che faceva tremare l’asfalto e battere i cuori sotto i tunnel di mezza Europa. Oggi, il marchio dello Scorpione sembra impegnato in un lento momento di “recupero” disperato dei suoi appassionati. I fatti ci hanno lasciato una lezione durissima tra il 2023 e il 2025. In questo biennio Stellantis aveva deciso di servire agli appassionati un menù a base di elettroni: prima la Abarth 500e, poi il SUV Abarth 600e con i suoi 280 CV, presentati come il vertice della potenza storica del brand. Peccato che la storia nel mondo reale, fatta di vendite e fatturati, mostra un quadro molto meno glorioso. Una lezione pesantissima, appunto.

Advertisement
Abarth 500e

I numeri sono una sentenza senza appello. In Europa le vendite Abarth sono scivolate a quota 7.325 unità in tutto il 2024, l’anno centrale della transizione dello Scorpione (quello che lascia suggerisce se insistere o meno), segnando un -7% che, nel contesto di un mercato che dovrebbe crescere, sa di sconfitta. E il 2025 ha decretato il fallimento dell’esperimento.

Advertisement

Il dato del mercato italiano aveva fatto venire i brividi: meno di 100 immatricolazioni totali. In un intero anno, il Paese che ha inventato il mito dello Scorpione ha targato appena poche centinaia di unità tra Abarth 500e e Abarth 600e.

Abarth 600e

Per dare una prospettiva a questo disastro, nel 2020, in piena “epoca termica” e pre-fusione, Abarth vendeva 3.000 auto all’anno in Italia. Non siamo di fronte a una flessione fisiologica, ma a un crollo verticale che ha messo a nudo l’irrilevanza di una strategia dolorosa.

Il tentativo di rianimazione ora potrebbe passare per la Grande Panda Abarth. Il progetto respira, esiste sotto forma di prototipo, ma svela anche il corto circuito tecnico del Gruppo. La piattaforma STLA Smart, quella della “cugina povera” Citroën C3, non regge i 280 CV del motore elettrico M4 riservato all’architettura e-CMP. E quindi si torna mestamente all’ibrido.

Advertisement

La via di fuga potrebbe essere un motore a combustione interna assistito, forse quel 1.2 turbo con cambio e-DCT6 che oggi appare come l’unica scialuppa di salvataggio per un brand che affonda. Lo stesso dilemma agita i sogni della futura Abarth 500 termica. Si deve passare dai 65 CV asfittici del Firefly 1.0 a qualcosa di più dignitoso senza incappare nella mannaia delle emissioni.

Il 21 maggio, con il piano strategico di Antonio Filosa, capiremo se lo Scorpione tornerà a pungere o se resterà un costoso soprammobile. Di sicuro, il caso del marchio italiano ha dato qualche indicazione evidente sul come fare (o non fare) una transizione.