Qualcuno ha già immaginato il futuro di Alfa Romeo. Rosario Dalessandro, designer indipendente, ha pubblicato su LinkedIn il suo render del nuovo C-SUV Alfa Romeo, il modello che dovrà raccogliere l’eredità della Tonale nel segmento più conteso d’Europa. Nessun brief ufficiale, nessun incarico da Stellantis, solo una matita libera puntata sul Biscione.

Ciò che vediamo qui è un crossover dalle proporzioni ibride, sospeso tra SUV e coupé rialzata. Il cofano lungo e scolpito guida l’occhio verso un tetto arcuato che scende su una coda raccolta, mentre i passaruota pronunciati e i cerchi a razze sottili tengono a terra la silhouette. Davanti, lo scudetto Alfa Romeo è incastonato in una fascia bassa e larga, affiancato da fari sottilissimi che danno all’auto uno sguardo tagliente.
La verniciatura verde scuro è una scelta azzeccata che esalta le nervature laterali e le superfici morbide senza aggiungere rumore visivo. Le maniglie spariscono nella carrozzeria, la zona posteriore si fa muscolosa, e una sottile fascia luminosa collega i gruppi ottici con firma a elementi multipli. Due terminali di scarico circolari nel paraurti posteriore, a chiudere.

Il render arriva in un momento di ridefinizione profonda per Alfa Romeo. Con il piano FaSTLAne 2030, Stellantis ha ricollocato il marchio tra i brand regionali, un ruolo che suona riduttivo. Si parla di piattaforme e tecnologie globali calibrate sulle esigenze europee, con Alfa chiamata a differenziarsi attraverso qualità percepita, prestazioni e piacere di guida, non più un marchio globale in miniatura.
Il C-SUV ufficiale nascerà sulla piattaforma multi-energia STLA Medium, uscirà dallo stabilimento di Melfi e verrà presentato nel quarto trimestre del 2027. Si tratta del primo tassello concreto di una gamma che entro il 2030 dovrà includere anche una hatchback di segmento C su piattaforma STLA One, erede di 147 e Giulietta.
Dalessandro ha immaginato qualcosa che Alfa Romeo potrebbe effettivamente voler fare. Tutta una storia da scrivere se chi ha il potere di farlo sarà all’altezza della suggestione.
