Giulia e Stelvio, fine corsa: Alfa Romeo verso un’unica erede per il segmento D

Giulia e Stelvio, Stellantis non ha ancora parlato di eredi. Il futuro del Biscione nel segmento D potrebbe essere un unico modello.
Giulia e Stelvio, Alfa Romeo

Il silenzio di Stellantis dice anche troppo. Giulia e Stelvio sopravvivranno fino al 2027, ma nessuno ha ancora detto cosa succederà dopo. In quel vuoto si è infilata un’idea che fino a qualche anno fa sarebbe sembrata quasi eretica: Alfa Romeo potrebbe presentarsi nel segmento D con un unico modello invece di due. Una logica che comincia ad avere senso.

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Per capirlo bisogna partire dal piano FaSTLAne 2030. Stellantis ha ridisegnato le priorità del gruppo: Jeep, Ram, Peugeot e Fiat diventano i quattro brand globali cui vanno le risorse maggiori, mentre Alfa Romeo viene inserita nella categoria dei marchi regionali, insieme a Chrysler, Dodge, Citroën e Opel. È una riscrittura delle regole del gioco. Piattaforme condivise, duplicazioni eliminate, capitale indirizzato dove rende.

Giulia e Stelvio, Alfa Romeo
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Alfa Romeo ha usato una formula volutamente elastica: studia nuove interpretazioni dell’attuale gamma, parla di piattaforme flessibili e di un’offerta multi-energia che comprende ibrido ed elettrico. Nessun numero di modelli, nessuna carrozzeria confermata, nessuna architettura definitiva. Una vettura sola potrebbe essere capace di raccogliere l’eredità di Giulia e Stelvio: più versatile di una berlina tradizionale, più bassa e dinamica di un SUV convenzionale. Una fastback rialzata, un crossover sportivo.

Il quadro si completa guardando cosa sta succedendo nel resto della gamma. Nel segmento B c’è già Junior a fare volume. Nel segmento C ne arriveranno addirittura due: un SUV prodotto a Melfi sulla piattaforma STLA Medium, atteso nel quarto trimestre del 2027, e una hatchback basata su STLA One, nel solco di 147 e Giulietta. Alfa Romeo vuole tornare a fare quello che le è storicamente riuscito meglio, automobili sportive accessibili a una platea relativamente ampia.

Un solo progetto ben caratterizzato garantirebbe presenza nel segmento, coerenza d’immagine e nessuna dispersione di investimento. Resterebbe il problema del nome: Giulia porta un peso storico che non si smonta in un briefing, Stelvio è ormai riconoscibile anche fuori dall’Europa. Stellantis potrebbe conservarne uno, o scegliere una strada completamente nuova.

Giulia e Stelvio, Alfa Romeo
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Quale tipo di Alfa Romeo serve davvero nel segmento D della prossima decade? Con un Biscione che punta sui volumi nei segmenti inferiori e una logica di gruppo sempre più avversa alle duplicazioni, la risposta potrebbe lontana dalle idee dei progettisti di Giulia e Stelvio.