Stellantis ha deciso che la Fiat Grande Panda merita una sorella maggiore, più imponente e muscolosa. Si chiamerà Grizzly, nome che evoca l’orso nordamericano e che lascia davvero poche interpretazioni. Robusta, internazionale e pronta a far dimenticare che un tempo Fiat sapeva costruire auto normali senza dover rincorrere l’ennesimo SUV.
Con i suoi 4,4 metri di lunghezza, circa 40 centimetri in più rispetto alla Pandona, la Fiat Grizzly si posiziona nel segmento B-SUV, quello dove tutti vogliono dire la loro e dove la concorrenza fa a botte. Costruita sulla piattaforma Smart Car di Stellantis, la stessa che sorregge Citroën C3 Aircross e Opel Frontera, promette maggiore abitabilità e un bagagliaio degno di questo nome.

Il design dovrebbe riprendere il frontale della Grande Panda, ma la parte posteriore cambia decisamente registro. La firma luminosa sarà protagonista, grazie a una lunga striscia LED attraverserà tutta la larghezza del veicolo, con le luci di posizione al centro e i gruppi ottici veri e propri alle estremità. I cerchi in lega arriveranno fino a 18 pollici, forse 19, mentre i colori vivaci seguiranno la linea ormai consolidata del marchio torinese. Dentro, un touchscreen da 10 pollici dovrebbe gestire l’infotainment.
La Grizzly arriverà in due varianti, una versione SUV tradizionale e una Fastback con lunotto spiovente, per chi non rinuncia a un tocco di sportività anche quando guida un mezzo del genere. La strategia di lancio prevede l’arrivo della Fastback a giugno 2026, seguita dalla versione SUV classica in autunno.

Sotto il cofano, la gamma motorizzazioni comprenderà un mild hybrid 1.2 MHEV da 110 e 145 cavalli con cambio automatico, una versione elettrica da 156 cavalli con autonomia superiore ai 400 km, e probabilmente anche un 1.2 benzina puro da 100 cavalli. Non stupirebbe vederlo in gamma già dal lancio.
Il prezzo d’attacco della Grizzly dovrebbe aggirarsi tra i 20.000 e i 25.000 euro per le versioni ibride, posizionamento competitivo che punta a intercettare chi cerca un SUV accessibile ma non vuole sacrificare tutto sull’altare del risparmio.
