Sul web è comparso un render di una ipotetica nuova Fiat Uno, e l’entusiasmo è esploso come se Stellantis avesse appena annunciato la compatta dell’anno. Peccato che si tratti solo di un’immagine digitale, un esercizio senza alcun fondamento nella realtà. È sempre così, quando si parla di Fiat Uno, l’immaginario collettivo si accende in modo incontrollato.
La Uno raffigurata nei render circolati sui social è una hatchback compatta a cinque porte, tutta linee pulite e superfici levigate. Il frontale sfoggia una sottile firma luminosa a LED che collega i gruppi ottici, con il logo “FIAT” al centro come un sigillo di nostalgia. Il paraurti è semplice ma scolpito, con una presa d’aria inferiore ampia e dettagli verticali che strizzano l’occhio al contemporaneo. Cofano corto, parabrezza inclinato. Tutto ciò che servirebbe per un utilizzo urbano, se solo qualcuno a Torino la volesse produrre.

Di profilo, la nuova Fiat Uno immaginata mantiene dimensioni compatte e sbalzi ridotti, con cerchi in lega bicolore di grandi dimensioni che aggiungono un tocco di dinamismo. Le maniglie integrate e la linea di cintura rialzata conferiscono modernità, mentre il tetto nero a contrasto evoca un’anima vagamente sportiva. Al posteriore, il minimalismo continua con gruppi ottici a LED squadrati, portellone pulito, paraurti con fascia scura. Tutto molto bello, tutto, però, virtuale.

La Fiat Uno originale, lanciata nel 1983 e disegnata da Giorgetto Giugiaro, è stata una delle utilitarie più importanti della storia automobilistica italiana. Spazio interno, efficienza, soluzioni innovative. Ha fatto scuola per oltre un decennio in Europa e ha avuto una carriera lunghissima in Sud America, dove probabilmente circola ancora qualche esemplare indistruttibile.
Oggi, però, Stellantis non sembra minimamente interessata a resuscitare il nome Uno. Il brand è impegnato nel lancio della nuova Grande Panda Fastback e della cosiddetta Giga Panda. Per ora, dunque, questo render resta solo un’ipotesi virtuale, un sogno pixelato che ha il merito di dimostrare quanto il nome Uno sia ancora vivo nell’immaginario collettivo.
