Il Parlamento ha detto sì alla legge sull’auto fuori uso con fermo amministrativo: pertanto adesso è ammessa la cancellazione dal Pubblico Registro Automobilistico (dell’Automobile Club d’Italia). Tuttavia, occorre attendere tempo. Perché gli enti preposti dovranno fornire le linee guida per la trafila burocratica. Adesso, le società di pratiche auto non ne possono sapere nulla. Senza contare che la legge non è neppure stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
Cosa dice la norma
Alla richiesta di cancellazione dal PRA o da altro registro presso l’ufficio della motorizzazione civile o dal registro unico telematico del veicolo fuori uso per la rottamazione, non può essere opposta l’iscrizione sul veicolo medesimo del fermo amministrativo. In caso di iscrizione del fermo sul veicolo da rottamare, al proprietario o a chiunque acquisisca la disponibilità del veicolo per il suo tramite, non può comunque essere concessa nessuna forma di agevolazione, contributo o incentivo pubblici per l’acquisto di un nuovo veicolo.
Insomma, non puoi dare dentro la vettura vecchia per ottenere un bonus auto elettriche nuove, tanto per capirci. Questa disposizione non si applica al caso di radiazione per esportazione, anche di veicolo fuori uso.
Spetta agli enti locali
I comuni, le province e le città metropolitane o l’ente proprietario della strada attestano l’inutilizzabilità del veicolo fuori uso ne danno comunicazione senza ritardo e, comunque, non oltre sette giorni, mediante posta elettronica certificata o con altro mezzo idoneo, al proprietario risultante dal PRA. Se il proprietario non si oppone, mediante posta elettronica certificata o con altro mezzo idoneo, l’ente procedente può provvedere alla rimozione del veicolo e alla sua demolizione e cancellazione dal PRA, senza che possa essere opposta l’iscrizione sulla macchina del fermo amministrativo.
L’attestazione di inutilizzabilità dei veicoli fuori uso è rilasciata dal competente ufficio della Polizia Locale o dall’ufficio individuato dall’ente proprietario della strada.

Sicurezza, che accade
In presenza di motivi di incolumità pubblica, di sicurezza pubblica o di sicurezza della circolazione stradale, di tutela ambientale, nonché per esigenze di carattere militare ovvero per urgenti e improrogabili motivi attinenti alla tutela del patrimonio stradale, la rimozione del veicolo è disposta immediatamente all’atto del rinvenimento del mezzo stesso. Le amministrazioni competenti provvedono agli adempimenti previsti dalla medesima legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili.
Quando scatta il fermo?
Il fermo amministrativo è un atto con cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (o altri enti creditori) blocca un bene mobile registrato per recuperare crediti non riscossi. Scatta in seguito al mancato saldo di cartelle esattoriali (multe, bollo auto, contributi) entro 60 giorni dalla notifica. Prima di rendere esecutivo il blocco, l’ente deve inviare una comunicazione ufficiale concedendo ulteriori 30 giorni per regolarizzare la posizione o richiedere una rateizzazione. Se il debito persiste, il fermo viene iscritto telematicamente al PRA. Da quel momento, il veicolo non può circolare. Con la vecchia legge, non poteva essere radiato: ora sì, ma si attendono le istruzioni operative.
Perché nel web e nei sociali ci sono già le indicazioni precise per demolire il mezzo, se le linee guida mancano? Questi sono i “misteri” di Internet. Appena gli enti preposti avranno elaborato le direttive, ve ne daremo conto.
