Un render, un nome inventato e un sogno rosa-rame. Per ora la Lancia sotto la Ypsilon esiste solo sullo schermo di Tommaso Ciampi, designer indipendente che l’ha battezzata “Mini Cross” e l’ha buttata sui social facendo impazzire più di qualche appassionato sognatore.
L’idea fatta render digitale, però, non nasce dal nulla. Arnaud Belloni, amministratore delegato del marchio, ha già indicato più volte le piccole come una strada percorribile. Parlando da Parigi ha tirato in ballo l’Autobianchi A112 e la Y10, due city car che conquistarono il grande pubblico a colpi di dimensioni compatte, stile e facilità d’uso.

Ciampi pensa al segmento A e propone due carrozzerie. La tre porte sfoggia una tinta rosa-rame con tetto nero e montanti anteriori scuri, un portellone ampio, maniglie a filo e un lunotto allungato che le dà un profilo pulito e slanciato. Passaruota pronunciati e cerchi bicolore danno carattere, ma senza gonfiare la piccola fino a farla sembrare un SUV in miniatura.

Davanti c’è una calandra a listelli orizzontali con il logo al centro e la scritta LANCIA sul bordo superiore, fari sottili fusi nella griglia, una presa d’aria generosa nel paraurti. Dietro, le luci disegnano una firma a “Y” unita da un filo rosso, con spoiler nero sopra il lunotto. La cinque porte, grigio tortora, tiene frontale, fanali e cerchi, ma cambia la disposizione delle portiere e torna alle maniglie tradizionali.

Niente misure, niente motori, niente prezzi. D’altra parte è un render, costa poco, pesa zero e non deve rispettare nessun budget.
Il progetto, infatti, non è stato approvato. Belloni lo dice, l’interesse degli appassionati va trasformato in vendite vere, allargando la base di clienti. In mezzo a questa strategia potrebbero trovare posto anche edizioni limitate sportive, pensate per chi la storia del marchio la porta tatuata addosso.
Prima, però, vengono Ypsilon e Gamma. I loro risultati commerciali devono finanziare tutto il resto, e la gamma futura è ancora un cantiere di concept da sviluppare e soldi da trovare. Una data vera per la city car, dunque, non c’è.
