Il 2026 rischia di lasciare un ricordo particolarmente amaro agli automobilisti italiani. Dopo i forti rincari iniziati alla fine di febbraio, in seguito alla nuova crisi tra Stati Uniti e Iran, i prezzi di benzina e diesel tornano a salire proprio alla vigilia delle partenze estive.
Carburanti: petrolio in calo, ma alla pompa il conto continua a salire
La guerra è terminata, lo Stretto di Hormuz è stato formalmente riaperto e le scorte di petrolio risultano persino superiori alle attese. Eppure, davanti ai distributori, il conto continua a diventare più pesante. A incidere è anche la fine del taglio temporaneo delle accise, scaduto il 3 luglio.
Secondo i dati diffusi dal Codacons, in appena quattro giorni il prezzo medio del gasolio in Italia è aumentato di 5,3 centesimi al litro. La benzina ha seguito lo stesso andamento, con un rincaro medio di 4,9 centesimi. Differenze che possono sembrare limitate osservando il prezzo di un singolo litro, ma che diventano più evidenti al momento del pieno.
Per riempire un serbatoio da 50 litri, un automobilista deve spendere circa 2,65 euro in più nel caso del diesel. Per la benzina, l’aumento è di circa 2,45 euro. Una spesa aggiuntiva che si somma ai costi di autostrade, parcheggi e servizi turistici, rendendo ancora più onerose le vacanze in auto.

A far discutere è soprattutto la distanza tra l’andamento del greggio e quello dei prezzi alla pompa. Durante la fase più delicata della crisi internazionale, il petrolio aveva superato i 120 dollari al barile. Ora è sceso attorno ai 73 dollari, ma questa riduzione non si è trasferita con la stessa velocità sui listini praticati ai consumatori.
Il Codacons denuncia quindi una dinamica difficile da spiegare agli automobilisti: quando le quotazioni internazionali aumentano, i rincari arrivano rapidamente ai distributori; quando invece il petrolio perde valore, la discesa dei prezzi appare molto più lenta.
Il nuovo aumento arriva inoltre nel momento meno favorevole dell’anno. Milioni di italiani si preparano a partire per le ferie e molti utilizzeranno l’automobile per raggiungere le località di villeggiatura. Per le famiglie, anche pochi euro in più a ogni rifornimento possono trasformarsi in una spesa significativa durante un viaggio lungo.
