Carlos Ghosn perde la presidenza di Nissan a causa di una frode

Carlos Ghosn, presidente di Nissan, perderà il suo incarico dopo l’accusa di aver dichiarato compensi inferiori rispetto a quelli realmente ricevuti per molti anni. L’ammontare pare sia di circa 44 milioni di dollari. Ad aggravare la situazione c’è anche l’accusa di aver utilizzato risorse aziendali a fini personali.

La stessa Nissan ha confermato la notizia a quanto pare Ghosn sarebbe anche finito agli arresti. La rimozione dalla carica di presidente di Nissan è stata proposta al CDA aziendale dal CEO di Nissan Hiroto Saikawa. Di conseguenza pare possa perdere anche altre cariche ricoperte fino ad ora, come la presidenza di Alliance, ossia il più grande gruppo automobilistico che include anche la stessa Nissan oltre che Renault e Mitsubishi, e la carica di presidente e amministratore delegato di Renault e Mitsubishi.

Nissan ha ammesso di aver condotto già un’indagine interna a seguito di alcune indiscrezioni trapelate nei mesi scorsi su illeciti portati avanti proprio da Ghosn e da Greg Kelly, quest’ultimo “Representative Director”. Pare che dopo aver trovato le prove dei sospetti, proprio Nissan ha contattato la magistratura giapponese. Emerge quindi la volontà di collaborare alle indagini da parte di Nissan che ha già diffuso le proprie scuse agli azionisti.

Tuttavia gli effetti di questo vero e proprio scandalo sono già evidenti in borsa dove i titoli di Nissan e Renault hanno ricevuto vendite in gran quantità.

Ghosn orbita nel settore dell’auto già dal ’78, anno in cui ottenne la carica di CEO di Michelin Nord America. È il 1999 quando Renault, dopo aver acquisito il 44% delle azioni di Nissan, gli affida la carica di amministratore delegato della casa nipponica. Tra le più grandi intuizioni della guida di Ghosn c’è la Nissan Leaf che rappresenta l’elettrica più venduta al mondo. Nel 2017 Ghosn lascia l’incarico di amministratore delegato di Nissan per concentrarsi maggiormente su Mitsubishi.

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