Il problema della nuova Nissan Leaf 2026 è che le auto elettriche cinesi sono concorrenti terribili sotto il profilo tecnologico. Vediamo i pregi della terza generazione della compatta elettrica giapponese, rivista dentro e fuori. È disponibile in due motorizzazioni, da 177 e 218 CV, con batteria da 52 e 75 kWh, per autonomie rispettivamente di 440 e 622 chilometri. Almeno quelle dichiarate. Tre gli allestimenti, con prezzi da 36.950 euro.

Tre allestimenti
L’allestimento base ha cerchi di lega da 18”, maniglie a filo carrozzeria, strumentazione digitale e infotainment da 12,3”, nonché connettività Apple CarPlay e Android Auto wireless, climatizzatore bizona e sensore pioggia, così come la suite di Adas ProPilot Assist con guida assistita di livello 2. L’intermedio Advance aggiunge abbaglianti automatici, specchietti ripiegabili elettricamente, tetto panoramico oscurabile e portellone ad apertura elettrica, così come i vetri posteriori oscurati, i sedili in ecopelle e tessuto, infotainment e strumentazione da 14,3”. Senza dimenticare la piastra di ricarica wireless per gli smartphone, l’head-up display, volante e sedili anteriori riscaldabili. Infine la versione top di gamma Evolve ha cerchi da 19”, l’impianto Bose da 9 altoparlanti e i sedili anteriori a regolazione elettrica (quello del conducente con funzione massaggio).

Quanto costa
Nissan Leaf 52 kWh Engage: 36.950 euro
Nissan Leaf 52 kWh Advance: 41.450 euro
Nissan Leaf 75 kWh Engage: 40.950 euro
Nissan Leaf 75 kWh Advance: 45.450 euro
Nissan Leaf 75 kWh Evolve: 48.150 euro
La Leaf 2026 è un’ottima evoluzione, ma si scontra con un mercato dove le tigri cinesi offrono prestazioni e dotazioni simili a prezzi che rendono difficile giustificare il premium richiesto dal marchio giapponese.
Il guaio delle elettriche cinesi
Il problema delle elettriche cinesi per la nuova Nissan Leaf 2026 risiede in una combinazione di prezzo aggressivo, tecnologia delle batterie e velocità di sviluppo che mette in difficoltà i costruttori tradizionali.
Molti marchi cinesi come BYD utilizzano batterie LFP (Litio-Ferro-Fosfato) che, pur essendo meno dense energeticamente rispetto alle NCM (Nichel-Cobalto-Manganese), sono molto più economiche, sicure e longeve. Le cinesi (si pensi a Xiaomi o MG) nascono con un approccio “software-defined”. Offrono sistemi di infotainment più simili a smartphone, con aggiornamenti Over-the-Air costanti che migliorano le prestazioni dell’auto anche dopo l’acquisto. La Cina controlla circa il 70% della produzione mondiale di batterie. Questo permette a brand come BYD o Great Wall di produrre internamente ogni componente, riducendo i costi di produzione del 25-30% rispetto ai giapponesi.
Modelli come la BYD Dolphin o la MG4 offrono spesso di serie pompe di calore, ricarica bidirezionale (V2L) e Adas avanzati a prezzi inferiori rispetto all’allestimento Engage di Nissan.
La chiave delle promo
La partita si giocherà anche sulle promozioni mensili. Servono offerte aggressive con anticipo zero, rate basse e Valore Futuro elevato. O anche noleggio a lungo termine ad anticipo zero e canoni ridotti ma all inclusive.
