La nuova Opel Kadett GSe non esiste. Non è nei listini, non è stata annunciata, nessuno in casa Opel ha mai pronunciato quel nome e con quella sigla davanti a una telecamera. Purtroppo, verrebbe da dire a qualcuno. Kadett non è soltanto una denominazione in una gamma qualunque, è un pezzo di memoria collettiva europea, una di quelle (lunghissime) saghe cresciute insieme a intere generazioni di automobilisti.
Opel, già da tempo, ha preso una direzione precisa. Il marchio tedesco nell’orbita Stellantis ha riletto la sigla GSe trasformandola nell’etichetta dei modelli più dinamici della gamma attuale, con un’idea di sportività che non si misura più soltanto in cilindrate e assetti irrigiditi.
Oggi GSe vuol dire ibrido plug-in, elettrico, competizioni a zero emissioni. C’è l’ADAC Opel GSE Rally Cup, c’è il progetto Formula E con la monoposto GSe 27FE destinata al Campionato del Mondo ABB FIA, e ci sono i modelli stradali: Mokka GSe, Corsa GSe, Astra GSe e Astra Sports Tourer GSe, quest’ultima già disponibile con 225 cavalli in configurazione ibrida plug-in. Una famiglia in espansione, dentro la quale una Kadett moderna non sembrerebbe poi così fuori posto.

A immaginarsela ci ha pensato Mike G., dello studio digitale mike.g.concepts, con un render che non è solo nostalgia, ma un tentativo serio di capire dove potrebbe arrivare quel nome.

Il riferimento di partenza è la Kadett D (la quarta generazione, puramente anni Ottanta), ma il linguaggio è un altro. Il frontale mantiene una certa atmosfera retrò, riletta con linee più pulite e contemporanee. Il posteriore, invece, cambia registro nettamente: forme taglienti, fanali verticali con una firma quasi cyberpunk.

Sotto la carrozzeria, l’artista ha collocato un motore elettrico da 281 cavalli e 345 Nm di coppia, i numeri della gamma GSe attuale. Numeri che trasformerebbero questa ipotetica compatta in qualcosa di ben lontano dall’auto cittadina, e molto più vicino all’idea originale di una GSe con il carattere nel DNA.
La Kadett ha percorso sei generazioni dal 1936 al 1993, anno in cui ha ceduto il passo all’Astra. Se dovesse tornare, lo farebbe in silenzio, e il clamore del pubblico non mancherebbe di certo.
