La linea della Fiat 500 a Mirafiori resterà ferma anche lunedì 28 settembre, dopo gli stop di giovedì 24 e venerdì 25. Secondo quanto comunicato da Stellantis ai sindacati, la nuova sospensione interesserà i lavoratori delle Carrozzerie.

Il 24 e il 25 settembre la mancanza di motori ha impedito di proseguire l’assemblaggio della 500. La Uilm collega le difficoltà alle forniture provenienti da Teksid Carmagnola e chiede un confronto sugli investimenti necessari ad aumentare la disponibilità dei componenti. Le interruzioni sono quindi arrivate mentre Mirafiori tenta di accrescere la produzione della nuova versione ibrida.
La 500 Hybrid ha consentito di costruire più vetture rispetto al 2025 e di riportare addetti sulle linee, ma da giugno i giorni senza produzione si sono moltiplicati. Alla perdita delle giornate di lavoro si somma il tempo necessario, dopo ogni fermata, per riportare l’impianto alla normale cadenza, un altro fattore che rallenta l’aumento dei volumi complessivi della fabbrica.
La Fiom attribuisce parte delle difficoltà all’andamento delle vendite della 500, che considera insufficiente a sostenere da solo l’attività dello stabilimento. Il sindacato teme un ricorso sempre più frequente agli ammortizzatori sociali fino alla fine dell’anno.

Dal 19 al 30 ottobre Stellantis, come annunciato nei giorni scorsi, ricorrerà già alla cassa integrazione sulla linea della 500 Hybrid ed elettrica. Le due settimane annunciate seguiranno un settembre segnato da numerose sospensioni e avranno effetti anche sulle aziende dell’indotto, che organizzano consegne e turni in base al lavoro dello stabilimento torinese.
Fiom e Uilm chiedono di affiancare alla 500 un secondo modello per ridurre la dipendenza della fabbrica da una sola famiglia di vetture. A Torino si discute anche della possibilità di coinvolgere costruttori cinesi, ma Stellantis per il momento non ha annunciato assegnazioni produttive in questo senso.
Nei giorni scorsi Stellantis ha ribadito che il caro energia penalizza gli stabilimenti italiani, un fattore che potrebbe spiegare almeno in parte perché i modelli più economici della gamma vengano prodotti all’estero, dalla Grande Panda in Serbia alle nuove Grizzly e Grizzly Fastback in Marocco.
