La produzione delle Fiat 500 Hybrid ed elettrica si fermerà dal 19 al 30 ottobre a Mirafiori, con il ricorso alla cassa integrazione per 1.074 dipendenti. I sindacati sono stati avvisati della sospensione che interesserà 934 operai e 140 impiegati, prolungando le difficoltà di continuità produttiva emerse nelle ultime settimane.
La Fiom attribuisce questa fermata soprattutto all’andamento delle vendite, distinguendola dalle interruzioni di settembre, inizialmente ricondotte anche alla disponibilità dei componenti. Il sindacato ritiene che la fabbrica abbia bisogno almeno di un’altra vettura da produrre accanto alla 500, così da distribuire l’attività su più modelli e ridurre la dipendenza commerciale dalla city car.

L’arrivo della versione ibrida aveva consentito di recuperare parte della produzione persa e di riportare un maggior numero di addetti sulle linee. Prima della sua introduzione, i bassi volumi dell’elettrica avevano infatti limitato a lungo l’attività dell’impianto.
Prima del debutto della 500 Hybrid, Stellantis aveva indicato un obiettivo produttivo di 100.000 esemplari all’anno. Secondo i dati raccolti dai sindacati, nel primo semestre 2026 Mirafiori ha costruito invece 36.048 Fiat 500, contando anche la versione elettrica. Sul mercato italiano, le due motorizzazioni hanno totalizzato appena 10.364 immatricolazioni nei primi otto mesi dell’anno, un risultato inferiore anche a quello della Grande Panda, come avevamo già evidenziato in un precedente articolo.

La 500 Hybrid ha quindi senza dubbio fatto crescere la produzione rispetto allo scorso anno, ma non ha ancora garantito continuità al lavoro di Mirafiori come previsto dal gruppo automobilistico. Dopo le interruzioni di settembre e dei mesi precedenti, la sospensione di ottobre prolunga l’inattività delle linee, in una fase che Stellantis continua a definire complessa.
La fermata coinvolgerà anche le aziende torinesi che forniscono i componenti della 500 e adeguano la propria attività ai ritmi dello stabilimento. Circa due settimane senza assemblaggio significano meno lavoro anche per queste imprese, con possibili riduzioni dei turni e conseguenze sui loro dipendenti.
Il ricorso agli ammortizzatori sociali accompagna ormai Mirafiori da diciannove anni consecutivi, attraverso strumenti e modalità differenti. La sospensione di ottobre aggiunge un altro periodo di inattività a questa lunga sequenza che sembra non avere fine. Negli ultimi giorni il gruppo aveva garantito che “i piani per l’Italia saranno rispettati”.
