La Fiat Strada dovrebbe arrivare in Europa. Ci prova. Questa volta le parole arrivano direttamente dal vertice: Olivier Francois, numero uno di Fiat, ha lasciato intendere con chiarezza, durante la presentazione della strategia industriale del marchio in Brasile, che la futura generazione del pickup compatto potrebbe sbarcare anche sul Vecchio Continente.
Non è un’indiscrezione di corridoio, quindi. È una dichiarazione di intenti pronunciata nel contesto più pesante possibile, quello che definisce la roadmap del marchio torinese.
Il perché è strategico, anche se qualcuno resterà sorpreso. La Strada, in Sud America, è praticamente un fenomeno. Campione di vendite assoluto nel segmento dei pickup compatti, è il tipo di modello che un costruttore vorrebbe replicare ovunque, se solo il mercato lo permettesse. E Fiat, adesso, sembra convinta che l’Europa sia pronta.

Il nuovo modello nascerà sulla piattaforma Smart Car, condivisa con Grande Panda, e si collocherà tra i 4,4 e i 4,5 metri di lunghezza. Il cassone posteriore sarà il tratto distintivo rispetto al resto della famiglia, ma il linguaggio formale sarà coerente con quello già visto su Pandina, Grande Panda, Grizzly e Koala: stesso DNA stilistico, vocazione diversa. Previste versioni ibride ed elettriche, in linea con la visione di Stellantis di trasformare i modelli vincenti dei mercati extraeuropei in prodotti globali.
Il nome Strada sembra il favorito, forte di un’identità consolidata in Brasile. Ma in Europa il termine evoca un’altra cosa, appunto, letteralmente una strada, e non è detto che il marketing di Stellantis non preferisca proseguire con la logica degli animali: dopo Grizzly e Koala, uno slot sarebbe ancora libero.

La presentazione ufficiale potrebbe concretizzarsi verso fine 2027, al più tardi nella prima metà del 2028, come terzo atto della nuova gamma Panda. Il segmento dei pickup compatti in Europa, lo sappiamo, è ancora di nicchia, ma i margini di crescita ci sono. Fiat vuole esserci prima che la porta si apra del tutto.
