La Honda S2000 non esiste più dal 2011. Fa già male così. Però (almeno questo) nel 2026, qualcuno sta ancora disegnando come potrebbe essere. Il designer Enoch Gonzales ha realizzato un render di quella che potrebbe essere la seconda generazione della S2000. Nessun progetto reale alle spalle, solo il desiderio diffuso, ostinato, di vedere Honda tornare a fare sul serio in questo segmento.

Il risultato è convincente, non inventa nulla: terminali di scarico trapezoidali, il nuovo logo del marchio, e quel frontale che cita la S2000 originale senza copiarla. Persino i colori scelti, Giallo Spa e Blu Nürburgring, appartengono alla palette storica del modello.

L’auto sportiva abbordabile, però, sta sopravvivendo a malapena. La Mazda MX-5 tiene il campo quasi da sola, con Toyota e Subaru che si affacciano occasionalmente con le loro boxer. Tutto il resto, BMW Z4, Audi TT, Nissan 350Z, Mercedes SLK, è finito nel mercato dell’usato, dove abbonda a prezzi che raccontano bene quanto sia cambiata la domanda. La S2000 stessa, nei suoi ultimi anni di produzione, era già un’auto fuori tempo: nata nel 2000 con un motore da 240 cavalli che girava fino a 9.000 giri, era rimasta ferma mentre il mercato si evolveva.
Che qualcuno in Honda ci pensi, questo è certo. Al Japan Mobility Show del 2025, Tomoyuki Yamagami, responsabile dello sviluppo della nuova Prelude, ha detto chiaramente che tutti in Honda amano la S2000 e che lui stesso vorrebbe farne un’altra. Dichiarazione d’intenti, però, non annuncio di progetto.
Honda non dispone di una piattaforma adatta a una sportiva leggera, biposto, a trazione posteriore. Svilupparne una da zero per un modello a bassa produzione farebbe schizzare il prezzo. E condividere il progetto con un altro costruttore? Yamagami lo esclude.

Nel frattempo, l’opzione più sportiva che il marchio offre rimane la Civic Type R, ancora nelle fasi finali (forse neanche) di commercializzazione in Europa. La nuova Prelude si posiziona come una GT dall’anima efficiente, non come l’erede spirituale di nulla.
