Il motore a idrogeno che può cambiare il futuro dei camion: efficienza oltre il 60% e zero emissioni

Motore a idrogeno a ciclo chiuso: la tecnologia sviluppata in Germania promette oltre il 60% di efficienza e zero emissioni dirette per il trasporto pesante
Motore a idrogeno

Per anni il futuro del trasporto pesante è sembrato muoversi lungo una direzione abbastanza definita: camion elettrici a batteria, qualche progetto basato sull’idrogeno e un graduale addio al diesel. Dalla Germania, però, arriva una soluzione che potrebbe rimettere in discussione questo schema. All’Università Otto-von-Guericke di Magdeburgo, il gruppo guidato dal professor Hermann Rottengruber sta lavorando a un motore a combustione interna alimentato a idrogeno, capace di funzionare a ciclo chiuso e senza un vero tubo di scarico.

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In Germania un team di ricerca sta sviluppando un innovativo motore a idrogeno

Non è una tecnologia pensata per le auto private. Il progetto, sviluppato insieme a WTZ Roßlau gGmbH e finanziato dal Ministero federale tedesco dell’Economia e dell’Energia, guarda soprattutto ai settori più difficili da elettrificare: camion a lunga percorrenza, mezzi agricoli, macchine da cantiere, generatori e applicazioni navali. In questi ambiti le batterie devono ancora fare i conti con peso, autonomia e tempi di ricarica.

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Il numero che colpisce è l’efficienza: il prototipo monocilindrico testato al banco avrebbe superato il 60%, mentre i moderni diesel si fermano generalmente tra il 40 e il 50%. È un risultato importante, ma va interpretato con prudenza. La tecnologia è ancora in fase sperimentale e non ci sono, per ora, prove complete su strada, tempi di lancio o indicazioni sui costi.

Il principio di funzionamento è diverso da quello di un motore tradizionale. Un diesel aspira aria, brucia carburante ed espelle gas di scarico. Il motore di Magdeburgo utilizza invece una miscela chiusa di idrogeno, ossigeno e argon. L’argon è un gas inerte: non brucia e non reagisce, ma sostituisce l’azoto presente nell’aria. In questo modo si evita la formazione degli ossidi di azoto.

stazione per idrogeno

Dopo la combustione, il sistema raffredda la miscela, separa l’acqua prodotta e rimette in circolo i gas restanti. In teoria, quindi, non ci sono emissioni dirette verso l’esterno. Restano però questioni aperte: densità di potenza, durata nell’uso reale, accumulo di CO₂ nel circuito e disponibilità dell’argon. Se questi nodi verranno risolti, il motore a idrogeno a ciclo chiuso potrebbe diventare una delle alternative più interessanti per il trasporto pesante del futuro.