Per anni il futuro del trasporto pesante è sembrato muoversi lungo una direzione abbastanza definita: camion elettrici a batteria, qualche progetto basato sull’idrogeno e un graduale addio al diesel. Dalla Germania, però, arriva una soluzione che potrebbe rimettere in discussione questo schema. All’Università Otto-von-Guericke di Magdeburgo, il gruppo guidato dal professor Hermann Rottengruber sta lavorando a un motore a combustione interna alimentato a idrogeno, capace di funzionare a ciclo chiuso e senza un vero tubo di scarico.
In Germania un team di ricerca sta sviluppando un innovativo motore a idrogeno
Non è una tecnologia pensata per le auto private. Il progetto, sviluppato insieme a WTZ Roßlau gGmbH e finanziato dal Ministero federale tedesco dell’Economia e dell’Energia, guarda soprattutto ai settori più difficili da elettrificare: camion a lunga percorrenza, mezzi agricoli, macchine da cantiere, generatori e applicazioni navali. In questi ambiti le batterie devono ancora fare i conti con peso, autonomia e tempi di ricarica.
Il numero che colpisce è l’efficienza: il prototipo monocilindrico testato al banco avrebbe superato il 60%, mentre i moderni diesel si fermano generalmente tra il 40 e il 50%. È un risultato importante, ma va interpretato con prudenza. La tecnologia è ancora in fase sperimentale e non ci sono, per ora, prove complete su strada, tempi di lancio o indicazioni sui costi.
Il principio di funzionamento è diverso da quello di un motore tradizionale. Un diesel aspira aria, brucia carburante ed espelle gas di scarico. Il motore di Magdeburgo utilizza invece una miscela chiusa di idrogeno, ossigeno e argon. L’argon è un gas inerte: non brucia e non reagisce, ma sostituisce l’azoto presente nell’aria. In questo modo si evita la formazione degli ossidi di azoto.

Dopo la combustione, il sistema raffredda la miscela, separa l’acqua prodotta e rimette in circolo i gas restanti. In teoria, quindi, non ci sono emissioni dirette verso l’esterno. Restano però questioni aperte: densità di potenza, durata nell’uso reale, accumulo di CO₂ nel circuito e disponibilità dell’argon. Se questi nodi verranno risolti, il motore a idrogeno a ciclo chiuso potrebbe diventare una delle alternative più interessanti per il trasporto pesante del futuro.
