La Grande Panda rappresenta per Fiat un tassello fondamentale nella strategia di rilancio del marchio, costruita su un’idea di mobilità accessibile e su un’estetica volutamente riconoscibile, elemento che verrà utilizzato per tutta la nuova famiglia Pandina, incluse le nuove Fiat Grizzly e Grizzly Fastback. Proprio questo posizionamento ha attirato l’attenzione di Jeremy Clarkson, che dalle pagine del Times ha dedicato una recensione alla compatta torinese, trasformandola in un piccolo caso mediatico oltremanica.
Fiat Grande Panda, la prova di Clarkson sul Times restituisce un giudizio più benevolo del solito

L’esemplare oggetto della prova è stata la versione Hybrid, configurazione destinata a rappresentare il cuore commerciale della gamma. La meccanica combina il 1.2 turbo benzina con un sistema mild hybrid a 48 volt, per una potenza complessiva di 110 CV, soluzione pensata per consumi contenuti, semplicità d’uso e costi accessibili.
Sul piano estetico il giornalista britannico apre con una battuta sulla tinta pistacchio della vettura, capace inizialmente di strappare qualche sorriso ma rivalutata di fronte al listino. Proprio qui Fiat sembra aver centrato uno dei punti chiave del progetto, ovvero proporre una compatta riconoscibile, lontana dall’anonimato di molte rivali. La carrozzeria squadrata, i richiami alla prima Panda e l’impostazione da piccola crossover delineano una personalità precisa, senza inseguire un’aura premium artificiosa.
Il titolo della recensione, giocato sull’ipotesi provocatoria di trasportare un’intera troupe a bordo, sottolinea una delle principali qualità del modello, ossia quella di offrire più spazio interno di quanto le dimensioni esterne lascino immaginare. La Grande Panda si propone come alternativa al sempre più costoso segmento dei SUV compatti, mantenendo una vocazione cittadina e familiare.

Le critiche ovviamente non mancano. Il motore non viene descritto come particolarmente brillante e la vettura mostra compromessi inevitabili su finiture e raffinatezza, elementi coerenti con il posizionamento economico del progetto. Clarkson, però, sembra coglierne la natura, riconoscendole una formula che Fiat ha costruito nei decenni, fatta di concretezza in dimensioni contenute.
Che un giornalista noto per stroncare con sarcasmo gran parte delle auto provate finisca per prenderla sul serio è già un risultato non scontato per Fiat.
