Ci sono nomi che pesano come macigni nella storia dell’automobile, e Lamborghini Miura è uno di quelli. Non una semplice supercar, ma l’icona che ha permesso al marchio di Sant’Agata Bolognese di entrare nell’olimpo mondiale delle quattro ruote, tracciando una linea stilistica che ha definito un’intera generazione di supercar negli anni Sessanta e Settanta. Una rivoluzione estetica che, ancora oggi, fa impallidire qualsiasi concept futuristico partorito dai designer più visionari.
Eppure, da oltre 50 anni, il nome Miura è sostanzialmente bandito dalla gamma Lamborghini. L’unico tentativo di rispolverarlo, un concept del 2006, è passato alla storia come un episodio poco fortunato che nessuno ama ricordare. Mentre altri modelli storici come la Countach hanno avuto il privilegio di tornare in vesti moderne, la Miura resta confinata in un limbo di venerazione assoluta.

La Casa del Toro, evidentemente, la considera “troppo leggendaria” per essere toccata, quasi fosse un reperto archeologico da non profanare. Una scelta comprensibile, certo, ma che lascia con l’amaro in bocca migliaia di appassionati che sognano di vedere quella linea inconfondibile riadattata ai tempi moderni.
E proprio per colmare questo vuoto, ci pensa la fantasia dei designer indipendenti. L’ultimo a provarci è Andrea Sassano, che ha realizzato un render di quella che lui immagina come una moderna Miura SVR, riprendendo la sigla che per Lamborghini rappresenta l’espressione più estrema delle sue creazioni.

Il progetto non stravolge l’estetica originale: fari circolari, feritoie nere sul cofano, profilo fastback. C’è tutto, reinterpretato con luci a LED, superfici più tese e dettagli racing. Assetto basso, abitacolo arretrato, posteriore rastremato e le proporzioni della Miura originale sono rispettate con devozione quasi religiosa.

Sassano definisce la Miura “un’icona di stile senza tempo”, e su questo nessuno ha nulla da obiettare. Il suo render è affascinante, tecnicamente impeccabile, capace di accendere la fantasia dei nostalgici. Ma è anche la conferma di un paradosso: Lamborghini custodisce gelosamente il mito della Miura proprio non producendola. Forse hanno ragione: certe leggende è meglio lasciarle intatte.
