Mirafiori zona speciale: Torino si inventa le Zes del Nord per salvare lo stabilimento

Il Piemonte punta sulle Aree di Accelerazione per rilanciare Mirafiori. Senza produzione, le zone speciali restano solo perimetri.
stellantis mirafiori

Mirafiori non produce abbastanza, così Torino ha deciso di provarci con una mossa istituzionale: la Regione Piemonte ha portato al Tavolo nazionale dell’automotive la proposta di creare le Aree di Accelerazione Industriale, una sorta di “Zes del Nord” pensata per attrarre investimenti e ridare ossigeno a uno stabilimento che arranca.

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Costruire intorno a Mirafiori un sistema di condizioni favorevoli, coinvolgendo istituzioni, imprese, associazioni e sindacati, è esattamente il tipo di approccio che l’Accelerator Act europeo ha provato a mettere in campo per un settore automobilistico che negli ultimi anni ha perso pezzi ovunque su redditività, occupazione e capacità produttiva.

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Però, le linee guida, da sole, non producono automobili. Il Piemonte chiede strumenti concreti, a partire dall’energia. Secondo i dati citati dalla Regione, in Italia costa fino al 30% in più rispetto alla Spagna. Un divario che pesa, soprattutto quando si parla di ricostruire quell’ecosistema automotive che a Torino si è sgretolato insieme al ridimensionamento di Fiat prima, Stellantis poi.

Il consenso, almeno sulla carta, c’è già. Marco Gay ha parlato della possibilità di trasformare Mirafiori in un modello. Industriali e sindacati sono allineati, ma il punto vero non è l’unanimità sulla proposta: è cosa ci finisce dentro.

Le Aree di Accelerazione serviranno davvero ad attrarre nuovi costruttori, magari stranieri o cinesi? Oppure finiranno per offrire vantaggi aggiuntivi a Stellantis, senza strappare impegni precisi su volumi, modelli e posti di lavoro? Mirafiori ha bisogno di produzione, non (solamente) di incentivi.

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La Fiat 500 Ibrida era il modello che avrebbe dovuto rilanciare lo stabilimento. Per ora sarebbero state prodotte circa 35 mila unità, ancora lontane dall’obiettivo dichiarato di 100mila vetture all’anno. Nel frattempo alcune produzioni Stellantis vengono assegnate ad altri impianti, italiani ed europei, mentre Torino resta sospesa tra annunci, cassa integrazione e progetti che aspettano di diventare risultati industriali.