Antonio Filosa ha parlato. C’era un Investor Day da tenere per il futuro prossimo di Stellantis, degli azionisti da rassicurare, una roadmap industriale da presentare con la giusta dose di ottimismo e dati proiettati verso un destino che, sulla carta, sembra solido. Piattaforme globali, city car elettriche accessibili dal 2028, investimenti distribuiti su più mercati. Il tutto comunicato dal lontano (lontanissimo) Michigan.
Uno dei problemi, appunto, lontani da lì si chiama Mirafiori. Lo stabilimento torinese ha bisogno di produrre almeno 200.000 vetture l’anno per stare in piedi economicamente. Nel 2025 ne ha prodotte circa 30.000. L’obiettivo fissato per il 2026 era di 100.000 unità, ma le stime più aggiornate di Stellantis parlano già di una revisione verso il basso, intorno alle 80.000. Fate voi i conti, sono abbastanza eloquenti.

Nel frattempo, Mirafiori continua a funzionare: personale, strutture, energia, costi fissi. Lavora, però, a una frazione ridicola della propria capacità. La ripartenza della Fiat 500 ibrida ha rimesso un po’ di movimento sulle linee dopo anni da dimenticare, ma nessuno sostiene che basti per garantire un futuro solido a uno stabilimento di quella dimensione e di quella storia.
A complicare ulteriormente le cose, la decisione di destinare a Pomigliano d’Arco la produzione delle nuove E-Car Stellantis, le city car elettriche low cost previste dal 2028. Una scelta che diversi osservatori e rappresentanti sindacali leggono come un’ulteriore marginalizzazione di Torino nella nuova geografia produttiva del Gruppo.
I sindacati, su questo, non si sono nascosti. Luigi Paone della Uilm ha riconosciuto il valore della 500 ibrida, ricordando però che il potenziale reale dell’impianto è tutt’altra cosa. Edi Lazzi della Fiom ha espresso preoccupazione per l’assenza di nuovi progetti torinesi nelle indiscrezioni circolate.

Mirafiori non è uno stabilimento qualsiasi, e chi lavora nel settore lo sa bene. Nel 1955 produceva da sola più auto di quante ne escano oggi complessivamente da tutti gli impianti italiani messi insieme. Fa un certo effetto pensarci, soprattutto se si guardano i numeri del 2025.
Stellantis ha un piano. La domanda vera è se quel piano ha ancora un posto per Torino, o se Mirafiori è destinata a restare una parentesi gloriosa nella nostra storia nazionale.
