Dimenticate il rombo e il fumo che quella sigla, OPC, sapeva regalare. In Opel hanno deciso che il futuro deve essere silenzioso e, soprattutto, terribilmente costoso. La nuova Opel Corsa GSE è pronta a sbarcare sul mercato, ma se cercate l’erede della cattiveria pura, forse non è esattamente lei l’obiettivo: qui la velocità si misura in capacità di pianificare le soste alle colonnine.
Sotto una carrozzeria che sprizza accenti giallo brillante e pinze dei freni coordinate, per restare in tema “sportivo”, si cela la solita, onnipresente piattaforma condivisa. La Corsa GSE (che acchiapperà qualche dettaglio dal concept estremo Vison Gran Turismo) pescherà a piene mani dal travaso tecnologico di Stellantis, portando in dote un motore elettrico da 280 CV e una batteria da 54 kWh.

È la fotocopia tecnica della Peugeot e-208 GTi. Una mossa per abbattere i costi di produzione, anche se questa efficienza industriale non sembra riflettersi in un listino che si preannuncia da capogiro. Si parla di circa 35.000 euro. Una cifra che, per una city car “pompata”, fa venire voglia di tenersi stretta la vecchia auto a benzina.
Sulla carta i numeri provano a impressionare: lo 0-100 km/h in meno di sei secondi la mette in scia all’Alpine A290 e alla Mini Cooper Electric JCW. Ma sappiamo tutti che nelle “Hot Hatch” lo scatto al semaforo è solo metà della storia. L’altra metà è l’autonomia. Opel dichiara tra i 339 e i 350 km. Ma nel mondo reale con climatizzatore acceso e piede pesante, quei chilometri svaniranno in fretta. La concorrenza, a partire dalla futura ID.Polo GTi, promette già di meglio.

Dentro troverete il trionfo di pelle vegana e schermi digitali da 10 pollici. La Corsa GSE arriverà nei concessionari entro fine anno, pronta a sfidare la Cupra Raval e il buon senso di chi dovrà staccare l’assegno. Gli amanti delle piccole pesti possono pure entusiasmarsi, ma serve anche avere un corposo conto in banca.
