Ben 40 kilowattora da 19,6 litri di metanolo e Horse lo afferma orgogliosamente. Quando un’azienda nata dalla joint venture tra Renault e Geely fa un’affermazione del genere, vale la pena non voltarsi dall’altra parte.
Il D20 non è un motore nel senso convenzionale del termine. Non tocca le ruote, non trasferisce coppia all’asfalto, non esiste in quella relazione diretta con il manto stradale. È un generatore termico: il quattro cilindri turbo da 2,0 litri gira, il generatore converte l’energia meccanica in elettricità, la batteria accumula e distribuisce ai motori elettrici che fanno davvero muovere il veicolo. Un range extender, nella sua accezione più evoluta. L’auto rimane elettrica nel funzionamento, ma si porta dietro la propria stazione di ricarica mobile.

Il sistema completo, motore, generatore ed elettronica di potenza, pesa 170 kg ed eroga 143 cavalli. Tutto gira intorno a un solo valore, l’efficienza. Il D20 raggiunge un rendimento complessivo del 47% nella conversione del metanolo in elettricità, il che significa circa 1 kWh prodotto ogni 2,1 kWh forniti dal carburante. Per un motore a combustione interna convenzionale, toccare il 40% è già un risultato da celebrare. Qui si parla di 47%, generatore incluso.
La scelta del metanolo non è romantica. La Cina controlla circa il 60% della produzione mondiale di questo carburante, ne ha ufficialmente autorizzato l’uso puro nei veicoli dal 2019 e ha tutto l’interesse a liberarsi dalla dipendenza da petrolio russo o saudita. Il D20 funge dunque da leva geopolitica con pistoni.
Sul piano ingegneristico, la vera anomalia è il generatore a flusso assiale, con due rotori ai lati di un unico statore. Rispetto a un equivalente a flusso radiale, è il 46% più corto e offre il 63% di potenza in più per unità di volume. L’efficienza elettrica del generatore stesso raggiunge il 96,4%, merito anche dei moduli in carburo di silicio.

Il metanolo puro fatica ad accendersi al freddo. Horse ha risolto con un sistema di accensione ad alta energia da 240 millijoule che garantisce l’avviamento fino a -35°C e consente miscele magre, riducendo i consumi in modo strutturale.
Le emissioni dichiarate, 35 mg/kWh di ossidi di azoto, vengono presentate come compatibili con Euro 7, anche se il confronto è parzialmente zoppo: l’Europa misura in mg/km, non in mg/kWh. Quale marchio monterà il D20 per primo? Horse non lo dice.
