Stellantis, agosto nero in Borsa: nessuno crede nella sua ripresa

Stellantis rimbalza del 5,9% a Piazza Affari, ma resta circa 30 centesimi sotto l’inizio di agosto tra margini deboli e dubbi sul Nord America.
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Il rimbalzo di Stellantis a Piazza Affari ha interrotto sei sedute in ribasso, senza però recuperare le perdite accumulate in agosto. Il titolo ha chiuso il 19 agosto a 4,64 euro, guadagnando il 5,90 per cento dopo avere toccato 4,381 euro nella seduta precedente, e nelle prime contrattazioni del 20 agosto si è mantenuto intorno a 4,65 euro. Rispetto ai 4,948 euro del 3 agosto resta quindi più basso di circa 30 centesimi, con un calo mensile superiore al 6 per cento.

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La sospensione per 72 ore dei nuovi dazi statunitensi sulle merci canadesi ha contribuito ad allentare la pressione sul settore automobilistico. Per Stellantis il confronto tra Washington e Ottawa riguarda direttamente gli impianti di Windsor e Brampton, mentre le trattative potrebbero ridurre dal 25 al 15 per cento le tariffe applicate alle vetture prodotte in Canada.

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I risultati del secondo trimestre hanno mostrato ricavi in crescita del 13 per cento, fino a 43,5 miliardi di euro, e un utile netto di 300 milioni, ma il mercato continua a concentrarsi sulla redditività. Il margine operativo del gruppo si è fermato all’1,8 per cento e quello nordamericano all’1,6 per cento, un punto sotto le attese considerate dagli analisti.

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Bernstein ha portato la raccomandazione a underperform, riducendo il prezzo obiettivo da 6,20 a 4 euro, mentre UBS è passata da buy a neutral. Entrambe le valutazioni richiamano la lentezza del recupero statunitense, le scorte elevate presso i concessionari e una risposta ai nuovi modelli meno forte delle previsioni.

Stellantis punta ora soprattutto sul recupero del mercato nordamericano, anche se gli investitori continuano a mostrare cautela sulla velocità della ripresa. La riapertura dello stabilimento di Belvidere richiederà oltre 800 milioni di dollari, rispetto ai 600 milioni indicati nel 2025, mentre la produzione commerciale della futura Jeep Cherokee è prevista soltanto nella seconda metà del 2029, inizialmente prevista per il 2028. Negli ultimi mesi del 2026, l’andamento del titolo dipenderà quindi soprattutto dalla capacità del gruppo di migliorare i margini e ridurre le scorte accumulate in Nord America.