Rientro dalle ferie durato il tempo di un turno. A Melfi, mercoledì 19 agosto, le linee Stellantis sono ripartite regolarmente al mattino. Poi, a metà giornata, è arrivato il messaggio che ha fermato tutto. “Per mancanza di componenti, l’attività produttiva sarà sospesa dalle ore 14”. Il turno del pomeriggio è stato cancellato prima ancora che gli operai mettessero piede in fabbrica.
Il colpevole, secondo quanto emerso, sarebbe la mancanza di tessuti per i sedili. Materiale che arriva da un fornitore esterno e che quel giorno non c’era in quantità sufficiente per continuare a produrre. Un intoppo apparentemente banale, ma capace di bloccare un’intera linea nel giorno stesso della ripartenza post-estiva.

C’è un dettaglio che ha attenuato, almeno parzialmente, il malcontento: questa volta gli operai sono stati avvisati in tempo. Per chi ogni mattina percorre decine di chilometri per raggiungere lo stabilimento lucano, sapere prima di uscire di casa che il turno è saltato non è un dettaglio marginale.
Resta però l’amarezza di chi si aspettava una ripartenza normale. Tornare dalle ferie e trovare subito un turno cancellato non è esattamente il modo migliore per ricominciare. E in un contesto già carico di tensioni, con Stellantis che ha attraversato mesi difficili, con cassa integrazione e incertezze produttive che hanno segnato l’intero comparto, ogni stop, anche il più piccolo, viene letto come un segnale.
Melfi non è uno stabilimento qualunque. Sulle sue linee Stellantis ha costruito una parte importante della propria strategia per il futuro italiano: nei prossimi anni da qui dovranno uscire nuovi modelli, nuove piattaforme, nuovi volumi. Proprio per questo ogni rallentamento viene osservato con attenzione.

Per ora la sospensione si è limitata al turno pomeridiano del 19 agosto. Il mattino è andato regolarmente, il pomeriggio no. Le prossime ore diranno se i componenti arriveranno e la produzione tornerà alla normalità, oppure se questo è solo il primo capitolo di una settimana più complicata del previsto.
