Stellantis arriverà a mezzo milione di auto prodotte in Italia, entro fine 2026, e dopo mesi che hanno messo a dura prova tutto il comparto, il dato ha il sapore di un’iniezione di fiducia. Peccato che dietro quel numero i destini degli stabilimenti vadano in direzioni quasi opposte.
Pomigliano d’Arco e Pratola Serra, entrambe in Campania, entrambe nel perimetro Stellantis, raccontano due storie che sembrano scritte da autori diversi. La prima sa già dove va, ma ci arriva a fatica, mentre la seconda corre, senza sapere verso cosa.

A Pomigliano il contratto di solidarietà è stato rinnovato per un altro anno. È la fotografia di uno stabilimento che lavora sotto le proprie possibilità in un mercato europeo che continua a muoversi quasi imprevedibilmente. Eppure è proprio il Giambattista Vico che Stellantis ha scelto come palcoscenico per la prossima scommessa.
Da settembre partiranno i lavori per preparare le linee alla produzione di tre nuovi modelli E-Car compatti, un progetto voluto esplicitamente da Antonio Filosa per riportare al centro l’auto europea per antonomasia, compatta, semplice e accessibile. L’obiettivo dichiarato da Stellantis è arrivare entro il 2028 a un elettrico da circa 15.000 euro. Per uno stabilimento che ha vissuto anni di cassa integrazione, esodi incentivati e solidarietà rinnovata quasi per abitudine, sarebbe un cambio di passo vero. Tutto dipenderà dai volumi e questi, nel mercato elettrico europeo di oggi, non li garantisce nessuno.

Pratola Serra, invece, vive il paradosso opposto. Nel secondo trimestre ha prodotto circa 236.000 motori, con tre turni attivi, 39 assunzioni temporanee e più di cento trasfertisti chiamati a coprire il picco. Numeri da stabilimento in salute. I contratti però non sono stati prorogati e la forza lavoro è tornata ai livelli di prima dell’estate.
Il problema è che nessuno ha ancora spiegato con chiarezza cosa diventerà Pratola Serra quando il diesel, il cuore pulsante dello stabilimento, avrà finito la sua corsa. I sindacati chiedono un piano di riconversione da mesi. L’ipotesi di portare lì la produzione di nuovi ibridi Stellantis si è scaldata e raffreddata più volte senza mai concretizzarsi.
