Stellantis Cassino sta sparendo: nel 2026 meno di un giorno a settimana di lavoro

Lo stabilimento Stellantis di Cassino chiude ancora: solo 24 giorni lavorati da gennaio a maggio 2026, meno di uno a settimana.
Stellantis Cassino

I cancelli dello stabilimento Stellantis di Cassino si sono richiusi di nuovo. Da oggi, 29 maggio, l’impianto di Piedimonte San Germano torna a fermarsi dopo una manciata di giorni di attività, quelli compresi tra il 21 e il 28 maggio, che già suonano come un’eccezione in un 2026 che di eccezioni positive ne ha regalate pochissime.

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Stellantis Cassino

Il Comitato Esecutivo ha comunicato il fermo produttivo per oggi nei reparti di lastratura e verniciatura. Non basta, dall’1 al 5 giugno si aggiunge uno stop già programmato che coinvolgerà lastratura, verniciatura, montaggio e reparti collegati. Una sequenza di interruzioni che ormai non sorprende più nessuno, il che è forse la cosa più preoccupante di tutte.

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I numeri di Cassino, a questo punto, parlano da soli. Non è una brutalità che vorremmo vedere nel nostro Paese. A maggio si è lavorato sei giorni. Dall’inizio dell’anno, il contatore si ferma a 24 giornate complessive, meno di cinque al mese, poco più di una a settimana. Il primo semestre si chiuderà ampiamente sotto quota 30. Arrivare a 60 giornate entro dicembre, per molti, è già un obiettivo che sa di utopia, eppure rappresenterebbe comunque la metà esatta di quanto prodotto nel 2025, e il 2025 non era certo stato un anno da incorniciare.

Stellantis Cassino

Intorno alla fabbrica, nel frattempo, si muove la politica. Dopo il confronto davanti ai cancelli con il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, oggi è previsto un nuovo tavolo con i sindacati convocato dalla vicepresidente Roberta Angelilli. L’appuntamento serve a costruire la rincorsa verso due scadenze che pesano: il vertice con Stellantis del 16 giugno e il tavolo nazionale automotive al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Tavoli, vertici, incontri istituzionali: Cassino conosce ormai troppo bene, e da mesi, il ritmo della crisi. Ciò che spaventa è però cosa vedremo nel biennio 2027-2028, e cosa produrrà questa fabbrica, ammesso che produca qualcosa. Per Cassino si tratta di capire se e come questo stabilimento esisterà ancora nel futuro dell’auto italiana.