Lo stabilimento Stellantis di Cassino si ferma ancora. Dal 27 febbraio al 6 marzo 2026, lastratura, verniciatura e montaggio resteranno completamente bloccati. Niente di nuovo, verrebbe da dire, considerando che dall’inizio dell’anno i lavoratori hanno operato per circa dieci giorni complessivi. Un ritmo produttivo che definire “rilassato” sarebbe, ovviamente, tragico.
Il sito di Piedimonte San Germano, storicamente legato ai modelli premium del gruppo, continua a sprofondare in una paralisi che ormai non sorprende più nessuno. Il 2025 si era chiuso con meno di 18.000 vetture prodotte nell’intero anno, uno dei risultati più imbarazzanti mai registrati per una fabbrica che un tempo rappresentava un fiore all’occhiello dell’automotive italiano.

Il 2026 è partito con la pausa natalizia allungata fino a metà gennaio e ora arriva questo nuovo ricorso agli ammortizzatori sociali, a conferma che la continuità operativa è ormai un miraggio.
La crisi colpisce duramente anche l’indotto di Cassino, con aziende come Transnova che vedono crollare i volumi di lavoro. Alla base del disastro c’è la carenza di ordini per i modelli attualmente in produzione, vetture ormai giunte al capolinea del loro ciclo commerciale e che nessuno pare non voler più comprare.
Le speranze di rilancio a Cassino sono appese alla piattaforma STLA Large, destinata a ospitare le future generazioni di Alfa Romeo Stelvio e Alfa Romeo Giulia. Il problema, però, ancora una volta, è che i nuovi modelli, inizialmente attesi in tempi ragionevoli, sono stati posticipati al 2027-2028.

Il motivo ufficiale sarebbe stato quello di garantire piena compatibilità non solo con l’elettrico puro, ma anche con motorizzazioni ibride, per rispondere a una domanda globale che continua a preferire soluzioni flessibili. Stellantis ha confermato a tutti e a se stessa che inseguire l’elettrico a tutti i costi forse non era l’idea del secolo e ora deve correre ai ripari, allungando ulteriormente l’agonia di Cassino.
L’appuntamento cruciale è fissato per maggio 2026, quando il CEO Antonio Filosa presenterà il nuovo piano industriale. Per i lavoratori dello stabilimento, quella data rappresenta uno spartiacque tra la speranza di nuovi investimenti e il timore concreto di un ridimensionamento definitivo.
