Stellantis consegna più auto ma perde in Borsa: Antonio Filosa ancora all’angolo

Stellantis cresce nelle consegne ma affonda in Borsa. Filosa ha un piano, manca la fiducia degli investitori. Il 30 luglio il verdetto.
stellantis, filosa

Non proprio biricole quelle in più nel 2026 auto: 400mila (e passa) auto in più consegnate nell’ultimo trimestre, ma il titolo Stellantis galleggia sui minimi storici. Eccoci nella complicatissima realtà di Antonio Filosa.

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I numeri del secondo trimestre 2026, lo abbiamo detto, sono oggettivamente solidi: 1,597 milioni di veicoli consegnati, il 10% in più rispetto all’anno precedente. In Nord America il balzo è stato del 38%, con 445.000 unità, in Europa del 5%, per un totale di 762.000. Ram 1500, Jeep Grand Cherokee, Dodge Charger negli Stati Uniti; Citroën C3, Fiat Grande Panda, Opel Frontera nel Vecchio Continente. Il piano di rilancio sembrerebbe avere gambe. Il problema è che spedire ai concessionari non è vendere ai clienti.

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Ieri le azioni si muovevano intorno a 4,8-4,9 euro. Pochi giorni prima avevano toccato 4,59 euro, il livello più basso dall’anno di fondazione del gruppo Stellantis nel 2021. A marzo 2024 quotavano 27 euro.

Gli investitori non chiedono più consegne, chiedono margini, flusso di cassa, prove concrete che i volumi si traducano in utili. E su questo fronte i dati sono ancora preoccupanti: nel primo trimestre 2026 il margine operativo rettificato era al 2,5%, il free cash flow industriale negativo per 1,9 miliardi.

Filosa ha ereditato il “conto” di Tavares, ed era anche bello salato. L’esercizio 2025 si è chiuso con una perdita netta di 22,3 miliardi di euro, con oneri straordinari per 25,4 miliardi legati a ristrutturazioni, tagli all’elettrico e garanzie.

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Nei primi mesi da CEO, il manager ha fatto le mosse ovvie e necessarie: rappacificazione con i concessionari, reintroduzione di motori termici, delega alle regioni, riordino del portafoglio marchi, taglio dei costi per sei miliardi l’anno entro il 2028. Il piano FaSTLAne 2030 presentato meno di due mesi fa, per così dire, in tutto il suo splendore.

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Il 30 luglio Stellantis pubblicherà i risultati finanziari completi del secondo trimestre: ricavi effettivi, margini, cash flow. Le consegne aumentate daranno una spinta, ma la vera domanda è se i concessionari americani stiano riempiendo i piazzali o svuotando gli stock. Stellantis ha già vissuto la crisi dell’eccesso di inventario nel 2024. Ripetere quell’errore significherebbe sconti, tagli alla produzione, pressione sui margini. Un disastro da evitare.