Stellantis Cassino in crisi: nuovo stop, pochi giorni di lavoro nel 2026 e allarme per il futuro

Stellantis non intende vendere lo stabilimento di Cassino, ma il nuovo fermo produttivo e i pochi giorni di lavoro aumentano l’allarme per lavoratori e indotto.
Stellantis Cassino

Stellantis non venderà lo stabilimento di Cassino. La conferma arriva dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, intervenuto durante l’aggiornamento del Piano industriale regionale a Roma, che ha escluso l’ipotesi di una cessione dopo contatti esplorativi con potenziali investitori ormai considerati superati. La Regione, ha assicurato il governatore, continuerà a seguire da vicino l’evoluzione della situazione.

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alfa romeo, cassino

La rassicurazione formale, però, si scontra con una realtà produttiva in forte difficoltà. L’ultimo fermo comunicato da Stellantis riguarda i reparti di montaggio, lastratura e verniciatura dal 13 al 17 luglio, prolungamento di uno stop che dura ininterrotto dal 26 giugno. La riapertura, inizialmente prevista per il 6 luglio, era già stata posticipata con l’ipotesi di una ripartenza graduale dal 13, poi smentita da un’ulteriore settimana di blocco totale. Se il calendario non subirà altri slittamenti, lo stabilimento riaprirà il 20, con sette o otto giorni di lavoro nell’intero mese nella migliore delle ipotesi, per poi chiudere nuovamente per le vacanze estive.

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Le conseguenze per centinaia di addetti sono immediate e pesano sui salari e su tutto l’indotto del territorio, direttamente legato ai ritmi dello stabilimento. La vicepresidente regionale Roberta Angelilli ha ricordato che è previsto un nuovo tavolo al Mimit dedicato all’automotive, mentre Stellantis avrebbe già contattato la Regione per condividere le proprie posizioni in vista di un confronto che potrebbe concretizzarsi in autunno, dopo un passaggio istituzionale a Torino ancora da definire nei tempi.

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La FIM CISL Frosinone ha intanto convocato per il 15 luglio un consiglio direttivo straordinario con l’obiettivo di analizzare la crisi del sito e dell’indotto e tracciare le prossime iniziative sindacali. L’esclusione di una vendita rimuove uno degli scenari più temuti, ma non risponde alla domanda di fondo, che resta quella di nuovi modelli, maggiori volumi e una pianificazione industriale capace di riattivare le linee oggi ferme. Ciò che preoccupa è anche il ritardo delle nuove generazioni di Alfa Romeo Stelvio e Giulia, che avrebbero dato un po’ di respiro allo stabilimento.

Nel frattempo, i dati dicono che la produzione Stellantis in Italia è in risalita rispetto al 2025, ma la situazione di Cassino dimostra che la crescita complessiva non si distribuisce in modo uniforme tra gli stabilimenti.