Stellantis e CATL, le batterie “europee” le costruiscono i cinesi

Stellantis e CATL porteranno fino a 1.700 lavoratori cinesi nella gigafactory di Saragozza. Ecco dove si trova il know-how sulle batterie.
stellantis e CATL, saragozza

Fino a 1.700 lavoratori cinesi in una fabbrica di batterie in Spagna. Oltre il possibile inizio “scandalistico”, questo è ciò che sta per succedere a Saragozza, dove Stellantis e CATL stanno costruendo la gigafactory gestita dalla joint venture Contemporary Star Energy.

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A renderlo pubblico è stato Jorge Azcón, presidente della regione dell’Aragona, durante una conferenza stampa alla quale era presente anche Andy Wu, amministratore delegato di Contemporary Star Energy. Dietro questo nome c’è una parità societaria esatta tra il Gruppo e il colosso cinese delle batterie.

stellantis e CATL, saragozza
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I lavoratori che arriveranno dalla Cina sono tecnici, specialisti e responsabili di produzione formati direttamente nelle fabbriche CATL, persone che sanno come si calibra una linea, come si riducono gli scarti, come si porta un impianto nuovo dal silenzio al ritmo produttivo senza bruciarsi i primi mesi di avviamento. Installare un macchinario è soltanto il primo passo. Il secondo è farlo funzionare come previsto, e lì la differenza tra chi ha esperienza e chi no si vede subito.

C’è qualcosa di storicamente significativo in questo flusso di persone. Per decenni l’Europa esportava ingegneri e specialisti verso i mercati emergenti, portando con sé tecnologie sviluppate nel Vecchio Continente. Nel settore delle batterie la corrente scorre in senso contrario: CATL ha iniziato prima, ha costruito più impianti, ha formato migliaia di lavoratori. L’Europa vuole produrre sul suo territorio, ma una parte rilevante del know-how industriale necessario si trova ancora altrove.

La presenza cinese è prevista soprattutto nella fase di costruzione e avviamento. Quando le linee saranno operative, Contemporary Star Energy conta di assumere circa 4.000 lavoratori locali, ai quali spetterà il compito di prendere in mano la produzione attraverso un trasferimento di competenze che sarà, probabilmente, la parte più delicata dell’intero progetto.

stellantis e CATL, saragozza
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L’investimento complessivo tocca i 4,1 miliardi di euro, con circa il 10 per cento a carico del settore pubblico spagnolo. Le prime celle erano attese entro la fine del 2026, ma il calendario è stato rivisto: l’avvio delle linee è ora previsto per i primi mesi del 2027.

Il sito sarà dedicato principalmente alle celle LFP, la nota chimica litio-ferro-fosfato, con densità energetica inferiore rispetto alle NMC, ma costi più bassi, maggiore durata e buona stabilità. Il risparmio può avvicinarsi al 20 per cento, una cifra che, considerando quanto pesa ancora la batteria sul prezzo finale di un’elettrica, aiuta tanto.