Stellantis, maxi risparmio negli USA grazie a Trump: fino a 6,6 miliardi

Stellantis potrebbe evitare 6,6 miliardi di dollari di costi grazie alle nuove norme USA sui consumi, con minori vincoli per la gamma Jeep e Ram.
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Il rilancio di Stellantis negli Stati Uniti potrà contare anche su regole meno severe sui consumi, che ridurranno le spese necessarie per aggiornare la gamma di Jeep e Ram. La revisione degli standard CAFE, annunciata il 28 settembre, cambia infatti il quadro nel quale il gruppo deve progettare e vendere i suoi grandi SUV e pick-up. La NHTSA stima un risparmio di circa 6,6 miliardi di dollari fra il 2027 e il 2031 rispetto alle disposizioni precedenti.

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Negli anni scorsi quei requisiti avevano già pesato sui conti dell’azienda. Dal 2019 Stellantis ha pagato circa 775 milioni di dollari di penali per non aver raggiunto i livelli di efficienza richiesti, prima che il Congresso eliminasse le sanzioni nel 2025. Il provvedimento appena annunciato interviene invece sugli obiettivi stessi, abbassando il costo delle tecnologie che i costruttori dovrebbero introdurre per rispettarli.

Il sistema CAFE considera quanta strada percorrono mediamente con un gallone di carburante le vetture vendute da ciascuna casa automobilistica. Una gamma nella quale hanno molto peso i modelli più grandi rende più impegnativo migliorare questo risultato, perché occorre ridurne i consumi oppure vendere una quota maggiore di automobili più efficienti. Stellantis potrà ora scegliere come aggiornare le motorizzazioni con meno vincoli rispetto al calendario precedente, senza dover concentrare altrettante risorse sugli interventi richiesti dalla normativa.

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Antonio Filosa sta già lavorando alla riduzione delle spese attraverso il piano FaSTLAne 2030, che prevede risparmi annuali di circa 6 miliardi di euro entro il 2028, prendendo come riferimento il 2025. L’alleggerimento delle regole americane affianca questo lavoro interno e può aiutare il recupero della redditività. I due importi misurano però risultati diversi, perché il beneficio normativo viene calcolato su più anni, mentre il piano industriale indica quanto il gruppo intende risparmiare ogni anno a regime.

General Motors otterrebbe il vantaggio maggiore dalla revisione, evitando costi per 20,4 miliardi di dollari nello scenario adottato dalla NHTSA. Stellantis segue con i suoi 6,6 miliardi, mentre Ford si fermerebbe a 5,1 miliardi. Toyota e Honda presentano rispettivamente riduzioni stimate di 4,5 e 4,1 miliardi, all’interno di un beneficio complessivo di 60,6 miliardi per l’industria entro il 2031.

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Gli acquirenti potrebbero beneficiare di prezzi inferiori se le aziende trasferissero nei listini la diminuzione delle spese, che la NHTSA quantifica mediamente in 1.289 dollari per i veicoli dell’anno modello 2031. L’entrata in vigore delle nuove disposizioni è attesa all’inizio di dicembre.

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