Xiaomi continua a far parlare di sé nel mondo dell’auto, ma questa volta il messaggio è molto chiaro: il marchio cinese non vuole entrare nel mercato delle elettriche low cost. Dopo aver attirato l’attenzione globale con i primi modelli e con risultati commerciali molto forti in Cina, l’azienda guidata da Lei Jun ha scelto di definire con più precisione la propria identità: non costruttore da grandi volumi e prezzi stracciati, ma brand di “lusso tecnologico”.
Il CEO di Xiaomi, Lei Jun, dà una brutta notizia: niente auto economiche
A confermarlo è stato lo stesso fondatore e CEO durante una sessione di domande e risposte con gli investitori, escludendo l’arrivo di un modello nella fascia dei 100.000 yuan, cioè meno di 12.500 euro al cambio attuale. Una soglia che molti osservatori consideravano plausibile per un marchio nato nell’elettronica di consumo, ma che Xiaomi non intende inseguire. “La nostra priorità è l’esperienza utente e l’integrazione dell’ecosistema intelligente”, ha spiegato Lei Jun, chiarendo che comprimere troppo i costi snaturerebbe il progetto automobilistico del gruppo.
La scelta arriva in una fase molto favorevole per l’azienda. Dopo il successo della SU7 e il debutto del nuovo YU7, Xiaomi preferisce difendere i margini invece di entrare nella guerra dei prezzi dominata da marchi come BYD e Wuling. In quest’ottica, il modello più accessibile del marchio dovrebbe restare sopra i 150.000 yuan, circa 18.600 euro, mentre il nuovo SU7 parte da 219.900 yuan, pari a circa 27.300 euro. Un posizionamento che rafforza l’idea di una gamma destinata alla fascia medio-alta del mercato.
Nel frattempo, Xiaomi sta raddoppiando la capacità produttiva della sua gigafactory di Pechino, anche in vista dell’espansione europea prevista dal 2027. E proprio l’Europa sarà il prossimo banco di prova, con il SU7 indicato come primo modello destinato al nostro continente. Secondo l’azienda, l’obiettivo è raggiungere un margine lordo tra il 15 e il 20% entro la fine del 2027, un traguardo difficilmente compatibile con auto troppo economiche.

Per il mercato europeo il segnale è netto: la casa cinese non si presenterà come alternativa a Dacia o MG, ma come nuova rivale di Tesla, BMW e Mercedes-Benz. Più che un’elettrica per tutti, insomma, l’auto Xiaomi punta a diventare un oggetto tecnologico desiderabile.
