Accordo UE-USA sui dazi: le case auto respirano, ma solo fino al 2029

Il Consiglio UE ha ratificato l’accordo commerciale con gli USA: dazi al 15% sulle esportazioni europee, zero sui beni industriali americani.
accordo UE USA

Mesi di incertezza, minacce a intermittenza e due stop del Parlamento europeo nel mezzo. Alla fine, il Consiglio dell’UE ha dato il via libera definitivo all’accordo commerciale UE-USA, quello che dovrebbe, almeno fino al 2029, chiudere il capitolo dazi con l’amministrazione Trump. Un capitolo che le case auto europee avevano letto con crescente preoccupazione.

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L’accordo era stato annunciato con una dichiarazione congiunta il 21 agosto 2025, ma trasformarlo in diritto europeo ha richiesto molti mesi e due interruzioni parlamentari: prima per le minacce di Trump sulla Groenlandia, poi per una sentenza americana che dichiarava nulle alcune tariffe. Il Parlamento europeo ha detto sì solo a metà giugno, non senza pretendere una clausola di emergenza nel caso in cui Washington decidesse di non rispettare i propri impegni o di alzare di nuovo le tariffe. Nel frattempo, Trump continuava a minacciare dazi specifici sulle auto europee e a chiedere l’attuazione dell’accordo entro inizio luglio. La tensione non è mancata.

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Il meccanismo si regge su due regolamenti adottati dal Consiglio UE, che attuano gli impegni doganali della dichiarazione di agosto. Il punto centrale è questo: i dazi statunitensi sulla maggior parte delle esportazioni europee verso gli USA scendono al 15%. In cambio, l’Europa elimina completamente i dazi sui beni industriali americani, automobili e macchinari inclusi.

Per il settore auto, si tratta di un taglio significativo. I dazi USA sulle vetture europee passano dal 27,5% al 15%, mentre le auto americane entrano in Europa senza dazio. Le misure hanno effetto retroattivo dall’1 agosto 2025 e il quadro resterà in vigore fino alla fine del 2029, quando la Commissione presenterà una valutazione complessiva con possibile proposta di proroga.

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Il testo prevede anche tutele per i settori più esposti. Se le importazioni americane dovessero aumentare in modo improvviso e danneggiare i produttori europei, la Commissione potrà intervenire rapidamente. È prevista anche la sospensione dei vantaggi concessi agli Stati Uniti in caso di mancato rispetto degli impegni o di misure discriminatorie. Clausole che gli operatori del settore stanno già leggendo con attenzione.

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Per le case automobilistiche europee la zona grigia si restringe. Sapere che il costo di accesso al mercato americano è fissato al 15% vale più di qualsiasi dichiarazione ottimistica. Considerando che gli scambi di beni e servizi tra UE e USA hanno superato i 1.700 miliardi di euro nel 2025, avere regole chiare, anche temporanee, è già una forma di sollievo.