Il mercato è reso già abbastanza complicato da transizione elettrica e crisi dei semiconduttori a singhiozzo, ma ci sono sempre sorprese “frizzanti” che nessuno può davvero prevedere. Donald Trump è tornato alla carica con l’ossessione di trasformare la Groenlandia in una stella della bandiera americana. Una mossa che, pur sembrando uscita da un gioco da tavolo, rischia di travolgere l’industria automobilistica europea.
Per costringere i Paesi europei a piegarsi alle sue ambizioni espansionistiche, il Presidente sta minacciando dazi che darebbero più di qualche grattacapo al momento di fissare il listino prezzi di diversi importanti brand.

La tabella di marcia è già sul tavolo. Dopo l’attuale dazio del 15% sulle esportazioni di automobili europee, Trump promette un rincaro del 10% a febbraio e una stangata definitiva del 25% a giugno. Hildegard Müller, presidente della lobby automobilistica tedesca VDA, non l’ha presa bene, parlando di costi “enormi” in un periodo già drammatico per il settore.
Il rischio è reale, non c’è da immaginare chissà quali scenari lontani e solamente probabili. Modelli iconici di BMW e Mercedes potrebbero diventare beni di lusso ancora più inaccessibili per gli acquirenti americani, nonostante i marchi tedeschi producano già una parte della gamma tra States e Messico.

Perché tutto questo? Mentre la Casa Bianca invoca la “sicurezza nazionale”, ignorando consapevolmente che gli stessi Stati Uniti abbiano già basi militari sul territorio danese, pare che Trump sia semplicemente furioso per non aver ricevuto il Premio Nobel per la Pace. Sappiamo bene che non è un capriccio per via della medaglia mancata, c’è (sempre) molto di più come, ad esempio, il controllo di una grande isola che collega praticamente diversi continenti e garantisce ingenti e importanti risorse minerarie.
L’Europa, però, non resta a guardare. A Bruxelles si prepara un vertice di emergenza per rispondere colpo su colpo con tariffe su aerei, gas liquido e macchinari. Nel frattempo, i dazi, quelli già previsti mesi fa, hanno già fatto la prima vittima eccellente, ovvero il crossover costruito in Italia e venduto da un marchio americano, la Dodge Hornet. Chissà se questa guerra vedrà altre vittime a quattro ruote nel breve periodo.
